Racconti dipinti: Francesco Tabusso nelle collezioni private
Ersel ospita negli spazi espositivi di Torino la mostra Racconti dipinti: Francesco Tabusso nelle collezioni private a cura di Marco Sobrero e Archivio Francesco Tabusso,realizzata in collaborazione con l’Archivio Francesco Tabusso.
Comunicato stampa
Ersel ospita negli spazi espositivi di Torino la mostra Racconti dipinti: Francesco Tabusso nelle collezioni private a cura di Marco Sobrero e Archivio Francesco Tabusso, realizzata in collaborazione con l’Archivio Francesco Tabusso. La mostra apre al pubblico dal 27 ottobre al 7 dicembre presso la sede di Ersel in Piazza Solferino 11 a Torino.
Le opere esposte ripercorrono un arco temporale che inizia con gli anni Sessanta, caratterizzati per Tabusso da una densa e fortunata stagione espositiva, culminata con la partecipazione alla Biennale di Venezia del 1966 dove presenta il grande polittico L’atelier di via Salvecchio.
Nei decenni successivi sulle tele si susseguono i temi più cari all’artista: le nature morte, il mare del nord Europa, i boschi della Val di Susa, il cielo notturno delle campagne e ancora la raccolta del vischio, le tradizioni contadine, l’appassionata conoscenza micologica e botanica.
Il percorso espositivo antologico ha privilegiato le opere provenienti da collezioni private rintracciate durante il lavoro di catalogazione dei dipinti, acquisite cinquanta, sessant’anni fa e rimaste proprietà delle stesse famiglie, in virtù di un loro particolare valore non solo artistico e di mercato, ma affettivo e umano.
Come sottolinea Francesco Poli nel testo critico: «Di pittori figurativi ce ne sono tanti, ma sono ben pochi quelli che, con un linguaggio di immaginifica sensibilità, sono capaci di creare l’affascinante illusione di un mondo a parte, allo stesso tempo radicato nella memoria collettiva e sospeso in una dimensione di armonica empatia fra uomo e natura. Tra questi c’è Tabusso che si è certamente divertito (ma impegnandosi a fondo) a studiare, esplorare e inventare la sua personale favolosa narrazione della realtà. Un divertimento strettamente connesso alla libera scelta di un percorso di ricerca rivolto “altrove”, nei territori dove si coltivano i segni e i sogni di una pittura di utopica serena felicità».