Com’è andato il primo giorno di Milano Fashion Week Donna autunno inverno 2025/26

La settimana della moda milanese procede a passo svelto, ma è già tempo di riflettere su ciò che si è visto nelle prime ore: da Dsquared2 a Fendi, passando per Jil Sander

Mentre si appresta a iniziare la seconda vera giornata di Milano Fashion Week, dedicata alle collezioni Donna (e a volte Uomo) autunno inverno 2025/26, cosa ha dimostrato il sistema nel suo primo giorno e mezzo di sfilate?

Antonio Marras
Antonio Marras

Dsquared2, Fendi e K-Way: la moda degli anniversari

Innanzitutto che la moda presente nel capoluogo lombardo è longeva, si potrebbe dire storica. Dsquared2 ha festeggiato ben trent’anni di successi dalla fondazione del brand nel 1995. Il genio creativo degli stilisti Dean e Dan Caten, spesso incompresi perché irriverenti nella loro moda sexy e pronti a parlare al pubblico tramite gli istinti più reconditi del genere umano, ha consentito loro di superare tre decenni a colpi di indumenti che mescolano le origini canadesi alle influenze italiane dei loro antenati. Non sono mancate star di tutto rispetto per la grande festa in stile anni Duemila: da Naomi Campbell alla rapper Doechii, tra le sole tre donne ad aver vinto un Grammy nella categoria del suo genere musicale.
Fendi, invece, ha compiuto cento anni di storia ed evoluzioni. Tutto partì nel 1925, a Roma, con un negozio di pellicce lussuose poi diventato il marchio che tutti conoscono per aver rappresentato il Made in Italy. La nuova collezione che festeggia un secolo di Fendi è stata pensata dalla stessa Silvia Venturini Fendi, già direttrice creativa della linea Uomo e degli accessori, adesso valida sostituta di Kim Jones, lo stilista che fino a non molto tempo fa era a capo della moda Donna firmata con la doppia F. Sotto questo fronte, però, si aspettano aggiornamento su colui o colei che entrerà a far parte del brand al suo posto. Intanto, vanno in scena tutti i capisaldi della maison.
Anche K-Way ha festeggiato il suo compleanno, un florido sessantesimo basato sull’abbigliamento tecnico che adesso diventa un sofisticato e vivace ready-to-wear.

Jil Sander
Jil Sander

Jil Sander: giri di poltrone?

Nonostante ciò, la Milano Fashion Week è tutt’altro che un momento fondato sulle certezze. Anzi, diventa sempre più simile a un castello di sabbia pronto a crollare travolto da un’onda. Infatti, la collezione autunno inverno 2025/26 di Jil Sander è stata l’ultima dei Meier, non più alla direzione creativa del brand del gruppo OTB. I rumors della moda vogliono al loro posto Simone Bellotti, che venerdì 28 febbraio sfilerà con Bally per cui disegna l’Uomo e la Donna, attualizzando una realtà dall’heritage importante. Tornando però a Jil Sander, sulla sua passerella il minimalismo si impreziosisce di punti luce declinati in borchie, paillettes e tessuti liquidi. Che il messaggio sia: c’è luce in fondo al tunnel, l’industria ritroverà la sua strada dopo questo periodo di crisi economica e creativa?

Diesel
Diesel

Marni, Diesel, Marras: spazio all’esuberanza nella moda

Ma non c’è da temere, si trova sempre spazio per sognare. Marni continua a mettere in scena una società d’altri tempi; Antonio Marras parla un linguaggio romantico fatto di stampe floreali e rouches; Diesel fa dell’arte dei graffiti la sua alleata, spalmandola su abiti che a volte assumono un retrogusto rétro, quasi a voler ampliare il proprio pubblico di riferimento. In poche parole, questa Milano Fashion Week è “tutto e il contrario di tutto”, come succede ormai da tempo. E va bene così.

Giulio Solfrizzi

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Giulio Solfrizzi

Giulio Solfrizzi

Barese trapiantato a Milano, da sempre ammaliato dall’arte del vestire e del sapersi vestire. Successivamente appassionato di arte a tutto tondo, perseguendo il motto “l’arte per l’arte”. Studente, giornalista di moda e costume, ma anche esperto di comunicazione in crescita.

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