Dialogare con il passato. La mostra di Emiliano Maggi al Museo Bardini di Firenze
Un gioiello museale di Firenze, una preziosa collezione e lo sguardo di un artista contemporaneo. È questo l’orizzonte in cui prende forma la mostra di Emiliano Maggi al Museo Bardini di Firenze
Prosegue, con la mostra Songs and Spells il progetto, già cominciato con la grande mostra di Jenny Saville e quella dedicata a Tony Cragg, di diffusione del Museo Novecento Firenze, che allarga porte e contenuti ad altri spazi seminali in città. Stavolta approda in un vero gioiello, fuori dalle traiettorie turistiche tradizionali, il Museo Bardini, la cui collezione è composta dal lascito testamentario dell’antiquario Stefano.
LA MOSTRA DI EMILIANO MAGGI A FIRENZE
Con la direzione artistica di Sergio Risaliti e la curatela di Caroline Corbetta, la personale di Emiliano Maggi (Roma, 1977), che va talvolta a completare, talvolta ad hackerare, il percorso espositivo intatto del museo, è l’ultimo atto del progetto che l’artista ha pensato per il capoluogo toscano, avviato a settembre 2022 con la performance Water Spell. Le ceramiche di Maggi interrompono, in una jam session di forme e idee, il gusto eclettico dei pezzi in mostra nella loro abituale collocazione. Tra arazzi, gessi, marmi, in uno slalom tra le epoche che non nega dunque l’accesso all’arte contemporanea, Maggi gioca con i colori e i volumi inserendo gambe, braccia, teste, colonne, che strizzano l’occhio al passato, con superfici fintamente ossidate, inserti in bronzo, talvolta invece oggetti del presente, come stivali alati oppure no, o ancora personaggi impossibili che paiono ricordare la glittica gotica, fatta di incroci antropomorfi che in città presentano esempi eccellenti.
I DISEGNI DI EMILIANO MAGGI A FIRENZE
Chiude il cerchio, in un rispecchiamento con la sala attigua dei disegni di Giambattista Tiepolo, una stanza che ospita una serie di otto olii su lino realizzati dall’artista tra il 2020 e il 2022: uno sguardo diverso sul lavoro dell’artista ‒ per chi è abituato ormai a conoscere le sue sculture in ceramica, medium per eccellenza nella sua produzione. Alle lussuose superfici smaltate degli oggetti Maggi oppone qui paesaggi e una tavolozza fumosa, oscura, dominata dalle tinte brune. Dalle quali emergono tuttavia, in un eterno ritorno, le figure impossibili che animano il suo paesaggio interiore.
Santa Nastro
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