Via alla Festa del Cinema di Roma. Paola Cortellesi regista con un film su donne straordinarie
Attrice, sceneggiatrice e ora anche regista. Paola Cortellesi dedica il suo primo film a nonne e bisnonne, che hanno vissuto con coraggio una normalità impostato sul patriarcato. Ma C’è ancora domani è un film decisamente attuale
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Libertà e partecipazione. Il film di Paola Cortellesi, alla sua prima volta dietro la macchina da presa, parla anche di questo. C’è ancora domani, dedicato alla figlia Laura, è il film d’apertura della 18esima Festa del Cinema di Roma ed è in sala dal 26 ottobre con Vision Distribution. È un film autentico com’è autentica la sua regista (anche protagonista e sceneggiatrice insieme a Giulia Calenda e Furio Andreotti). Sono gli anni del secondo dopoguerra, quando il ruolo dell’uomo e della donna sono ben distanti tra loro, e il patriarcato, più che una regola, era la normalità. Delia, la protagonista del film, è una donna comune, semplice e forse anche per questo straordinaria. È una come tante che ha subito violenza e mancanze di rispetto, oltre che privazione, e che spesso si è sentita non all’altezza. Delia è il ritratto di tutte le nostre nonne e bisnonne.
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C’è ancora domani. Il film di Paola Cortellesi
“In balìa di un marito padrone e di un suocero canaglia, prigioniera del focolare, paladina del cortile, Delia ha come unica aspirazione il matrimonio imminente della sua primogenita, figlia prediletta e suo unico grande amore, per la quale nutre speranze di una vita agiata e serena. Sembra una delle trame – sempre un po’ sinistre – di molte fiabe per bambine, e invece è la storia, piuttosto consueta, di una famiglia italiana qualunque, nella seconda metà degli Anni ’40”, dice la Cortellesi. “Uno schiaffone in pieno viso e via, come se niente fosse. Avevo in mente quest’immagine e il desiderio di mettere in scena, attraverso Delia, le donne che ho immaginato dai racconti delle mie nonne; vicende drammatiche, narrate con la volontà di sorriderne, storie di vite dure, condivise con tutti nel cortile. Gioie e miserie, tutto in piazza, tutto insieme sempre”.
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Le donne straordinarie nella loro normalità
“Aprite le finestre ai nuovi sogni bambine belle…”: è con le parole di questa canzone che inizia il film, un messaggio potentissimo, sin dalle prime battute. Peculiare il linguaggio visivo scelto dalla regista, che opta per il bianco e nero: una linea narrativa per nulla scontata. È vero, si tratta di un film ambientato nel passato, ma attualissimo (e questo va sottolineato con amarezza). C’è ancora domani è un film capace di parlare al cuore e alla testa delle persone. Un racconto costruito con eleganza, sincerità e anche ironia: in questi casi si dice ‘buona la prima’. Paola Cortellesi regista è interessante tanto quanto l’attrice e la sceneggiatrice.
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C’è ancora domani e la speranza di un futuro migliore
A suo supporto, in scena degli attori straordinari come Valerio Mastandrea, Emanuela Fanelli, Giorgio Colangeli, Vinicio Marchioni eRomana Maggiora Vergano. La stessa regista ammette la fortuna di averli avuti accanto: “Ho avuto la fiducia di Valerio, che ha deciso di mettere il suo infinito talento al servizio di questa storia e ha accettato di interpretare questo individuo infame dopo il mio primo racconto al bar; di Emanuela, che con la sua eccezionale capacità di alternare lieve e grave e una dedizione meticolosa mi ha aiutata ad approfondire ogni singola sfumatura; di Giorgio Colangeli, in scena con la gentilezza e la forza prorompente dei grandi maestri; di Vinicio, che alla domanda: ‘L’hai letto?’ mi ha risposto: ‘No Pa’, l’ho proprio visto’. La grazia e le grandi doti interpretative di Romana Maggiora Vergano hanno consentito di rendere amabile una ragazza tanto dura e di mettere in scena l’inquietudine e la fragilità del personaggio di Marcella, motore e meta del viaggio di Delia”.
Perchè C’è ancora domani è un film che segnerà il nostro tempo (cinematografico e non solo)? Perché mostra la violenza con un escamotage narrativo pulito e sincero, perché imbroglia lo spettatore sin dal principio costruendo una storia dal finale potentissimo, perché la commedia è sempre salvifica e offre sempre speranza, perché è dedicato a tutti noi che oggi dobbiamo impegnarci a costruire un futuro migliore fatto di rispetto, educazione, libertà e diritti. “Ho tentato di immaginare cosa abbiano provato quelle donne, quelle reali, nel ricevere una lettera in cui qualcuno – tanto più importante dei loro aguzzini domestici – certificava il loro diritto di contare. Con C’è ancora domani ho voluto raccontare le imprese straordinarie delle tante donne qualunque che hanno costruito, ignare, il nostro Paese”. C’è ancora domani è stato girato in gran parte negli studi di Cinecittà e per le vie di Roma. E questa città, con la sua romanità, garantisce la connessione con la realtà.
Margherita Bordino
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