L’arte della gioia di Goliarda Sapienza. La serie dedicata al romanzo arriva in tv
Dal 28 febbraio arriva su Sky e NOW la serie tv - diretta da Valeria Golino - che adatta il romanzo postumo di una scrittrice straordinaria e ribelle. Nel cast Tecla Insolia, Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi

Una serie cinematografica amorale, libera, piena di passione e ambizione, proprio come Modesta, la sua protagonista. Una storia per tutti, per donne e per uomini. È L’arte della gioia di Goliarda Sapienza secondo la visione concreta e artistica di Valeria Golino e dei suoi sceneggiatori Francesca Marciano, Valia Santella, Luca Infascelli, Stefano Sardo. La serie, dopo il debutto a maggio 2024 al Festival di Cannes e l’uscita in sala nella scorsa stagione estiva, arriva finalmente su Sky e NOW dal 28 febbraio. Un prodotto raro, un racconto vivo e consapevole, in cui si riflette sulla sopravvivenza e su cosa si è disposti a fare per ottenerla.
La storia di Modesta nella serie de L’arte della gioia
Siamo nella Sicilia del 1900. Qui, da una famiglia povera e in una terra ancora più povera, nasce Modesta che, sin da giovanissima età, è animata da un insaziabile desiderio di conoscenza, di amore e di libertà. Da subito divampano la sua curiosità e la sua voglia di trovare e vivere la felicità senza piegarsi mai alle regole di una società oppressiva e patriarcale che la circonda. In seguito a un tragico incidente, Modesta viene accolta in un convento in cui con astuzia e garbo riesce a diventare la protetta della Madre Superiora. Il suo cammino però è solo all’inizio: non è qui che Modesta è destinata a vivere, e infatti ben presto arriva alla villa della Principessa Brandiforti dove giorno dopo giorno si renderà indispensabile ottenendo sempre più potere. Modesta è sempre in movimento, un movimento libero, indipendente, lecito e illecito. Ogni movimento e ogni momento diventano per lei una possibile conquista di gioia e piacere.

L’arte della gioia, una storia moderna di disobbedienza
“All’inizio è stato molto spaventoso”, ammette Valeria Golino, regista di Miele ed Euforia, che con il suo team ha adattato solo la prima parte del romanzo postumo di Goliarda Sapienza. “Volevamo farne un film e ci abbiamo lavorato per parecchi mesi prima di cambiare idea. Il libro di Goliarda è d’altronde tantissime cose. E la disobbedienza stessa di Modesta non è solo un elemento letterario ma anche appartenenza della sua autrice”.
L’arte della gioia è libertà, emancipazione, sessualità, identità ma anche tanta solitudine. È un racconto non solo di fatti che succedono ma è esistenziale. È “libero e insolente”, come lo ha definito Valeria Bruni Tedeschi, che dopo aver diretto nei suoi film Valeria Golino si lascia qui dirigere regalando al pubblico un’interpretazione magnetica. “Questa serie ha il coraggio e la bellezza di raccontare l’umanità nella sua complessità, e se questo nel cinema italiano è ancora possibile dobbiamo esserne fieri”, commenta la Bruni Tedeschi. “In questa storia anche il personaggio più terribile è guardato come un essere umano. E questa è la sua grande modernità. Il mio personaggio è cattivo, tenero, solo, vecchio, giovane. È tante cose. E per un attore questa è l’acqua più bella dove poter nuotare. Io non ho fatto altro che nuotare guidata da Valeria e dalla sua visione”.

Chi è veramente Modesta, la protagonista de L’arte della gioia?
“Modesta è una giovane che si muove sugli eccessi, è difficile, è il personaggio dei sogni di ogni attrice e di ogni attore, sentivo la responsabilità”, commenta Tecla Insolia, che veste i panni di questa ragazza con una maturità e un talento assolutamente fuori dal comune. Si mette in gioco, accoglie il personaggio, la sua storia e si affida totalmente alla guida di Golino riuscendo a creare un feeling diretto con lo spettatore, senza mai provocarlo ma spiazzandolo di continuo. “Modesta uccide tutte le istituzioni che incontra. Uccide la famiglia, la chiesa quindi il dogma religioso e poi il potere incarnato dall’aristocrazia”, aggiunge Valeria Golino. A loro si aggiunge Jasmine Trinca, qui ‘chiusa’ in un personaggio ingabbiato, una suora: “Madre Leonora, in uno scambio litigioso con Modesta, le dice tu ‘non appartieni a questo posto’ e le consegna così la libertà invitandola a tornare nel mondo. Solo con questa fame maleducata che Modesta ha potrà forse arrivare a una forma di conoscenza e gioia”. E riguardo l’erotismo femminile – che Sapienza tratta nel suo libro in modo assai spregiudicato -, dice: “Valeria Golino racconta il corpo femminile in tutto. Racconta il corpo che subisce ma anche che si afferma e in maniera gioiosa. Qui il sesso non è mai compiaciuto ma rappresenta spesso il compiacere”.
Margherita Bordino
Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati