Il concerto di Fabi, Silvestri, Gazzè a Roma diventa un film

Evento speciale al cinema con Fandango il 7, 8, 9 aprile “Fabi, Silvestri, Gazzè - Un passo alla volta” è un film documentario che celebra una notte magica, ma anche un trio di amici che da sempre fanno grande musica

“Abbiamo notato in questi anni come le persone intorno a noi sono cresciute e hanno coinvolto le persone intorno a loro”, dice Max Gazzè commentando l’inizio del film documentario che celebra una notte magica: l’unica data del concerto collettivo che ha realizzato e costruito insieme a Daniele Silvestri e Niccolò Fabi lo scorso anno, nell’estate 2024 al Circo Massimo di Roma, e raccontata in Fabi, Silvestri, Gazzè – Un passo alla volta documentario che arriva come evento speciale al cinema con Fandango il 7, 8, 9 aprile, presentato in anteprima al Bif&st.

Fabi, Silvestri, Gazzè – Un passo alla volta: il racconto di un concerto speciale

“Noi pure abbiamo avuto subito la sensazione che quella serata non ce la scorderemo più”, aggiunge Daniele Silvestri. “Una serata speciale, diversa, irripetibile con un’atmosfera che sembrava familiare pur essendoci così tante persone”. E poi: “È stata una serata che da vivere e basta e non condividere come siamo ultimamente abituati a fare”.

Fabi, Silvestri, Gazzè – Un passo alla volta è un film che mette a nudo il rapporto tra i tre artisti, tutti cantautori e musicisti abituati da sempre a condividere la loro musica e creatività.

Amici e musicisti da 30 anni 

Impossibile non notare come in Fabi, Silvestri, Gazzè – Un passo alla volta c’è un notevole equilibrio tra regia e montaggio dovuto ad una attenzione e ammirazione da parte di tutti, artisti e tecnici, in un film costruito in maniera classica – con ricerca di repertorio, interviste in studio, un allestimento e sensibilità teatrale – in cui centrale è l’emozione che unisce, brani, concerti e rapporti personali.

“Quello che contraddistingue quel concerto è un percorso parallelo di trent’anni con la volontà di condividere il successo”, afferma Fabi. “Credo che il nostro sia un caso abbastanza speciale, riguarda la naturale complementarietà dei nostri caratteri e dei nostri linguaggi artistici. che si incastrano senza alcuno sforzo. Ognuno di noi occupa una parte che l’altro non desidera occupare quindi il quadro che viene fuori è composito e viene fuori una sfumatura che l’altro non racconta”.

I tre artisti e la musica di oggi

“Noto che ci sono un sacco di musicisti e cantautori che fanno cose molto interessanti, gli spazi che hanno a disposizione sono diversi rispetto a noi”, dice Gazzè riflettendo sul tempo presente. “Sono fiducioso però perché più avanza la musica posticcia e più nasce la voglia di ascoltare qualcosa di autentico. Ogni decadentismo crea un nuovo risorgimento. Dal punto di vista musicale trovo e noto questo: una nuova esigenza di autenticità”. E Fabi aggiunge: “La tecnologia ha dato a tutti la possibilità di esprimersi e questo è il limite e il vantaggio della democrazia. È evidente che io in genere riconosco un po’ una mancanza del sogno nella scrittura che oggi è invece troppo spesso fotografica, tipica dei social network”.

Fabi, Silvestri, Gazzè in un documentario che è un atto di condivisione

Fabi, Silvestri, Gazzè – Un passo alla volta, come si intuisce dalle stesse parole dei protagonisti, è molto più che un semplice documentario. È un racconto di riconoscenza, partecipazione, grande rispetto e passione per la musica. La storia di tre amici che nell’ultimo decennio, ma già da molto prima, hanno costruito propri percorsi individuali, pur scegliendo di identificarsi anche in un gruppo in cui fare grandi cose, per se stessi e per tutti coloro che vogliono godere di qualcosa di autentico, di un’arte genuina che passa attraverso grande conoscenza, professionalità e trasporto.

Con le parole di Silvestri: “Se c’è stato qualcosa di un pochino vanaglorioso in quel concerto è quello di mostrare a qualcuno che quel modo di pensare la musica, di condividere lo spazio, e l’amore per il suonare paga, comunica e vive di più”.

Margherita Bordino

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Margherita Bordino

Margherita Bordino

Classe 1989. Calabrese trapiantata a Roma, prima per il giornalismo d’inchiesta e poi per la settima arte. Vive per scrivere e scrive per vivere, se possibile di cinema o politica. Con la valigia in mano tutto l’anno, quasi sempre in…

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