Atoms for Piece: l’esordio
Thom Yorke sinonimo di Radiohead? Assolutamente no. Anche perché poi, insieme ad alcuni “amici” che arrivano da gruppi come Red Hot Chili Peppers e R.E.M., sforna album assai meno scuri. L’esordio degli Atoms For Peace.


Thom Yorke – photo Leon Neal/AFP/Getty Images
Nel raccontare questo nuovo progetto, Thom Yorke non smette di sottolineare lo sforzo che ha dovuto fare per togliere quella piccola sensazione “oscura” dalla sua musica, con Nigel Gorich che, durante l’ascolto dei pezzi, non faceva che ripetere: “Don’t make it dark!”. Stanco – ha raccontato al Guardian – di un certo cliché musicale che gli è stato a volte affibbiato. Amok però, non ha nessuna apparenza d’introspezione, solo “rumore bianco”, in cui non è chiaro dove inizi la musica suonata dal gruppo e dove finisca quella elettronica. E viceversa. Come Default, che inizia con un errore fatto sul campionatore di Yorke, a cui segue la melodia. La musica prima delle parole. E ritmo, soprattutto, come per Judge, Jury and Executioner, il secondo singolo pubblicato a gennaio, o Reverse Running, che si sviluppa come un flusso di suono mentale, più che storie da raccontare.
Francesco Marinelli
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