Almendra Music. Una factory a Palermo
La storia di Almendra Music, l’etichetta palermitana fondata nel 2012 da un gruppo di compositori e produttori siciliani. All’insegna di un approccio musicale e visivo a tutto tondo.
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“Parafrasando Joseph Beuys: se vogliamo creare un concetto rivoluzionario di musica, dobbiamo parlare di tutte le forze che hanno una relazione con essa”. Non poteva esserci manifesto migliore del concetto beuysiano di arte rivolto a ogni campo dell’attività umana, in questo caso quella musicale, per l’etichetta palermitana Almendra Music, che trae il nome dal termine spagnolo della mandorla, simbolo di intensi scambi di culture, competenze e tradizioni. Nata nel 2012 da un nucleo di compositori e produttori siciliani formato da Gianluca Cangemi, Luca Rinaudo (a.k.a. Naiupoche), Danilo Romancino e Antonio Cusimano (a.k.a. 3112htm), vanta tra i suoi fondatori: un compositore classico che si è dedicato da principio all’installazione sonora; un producer di musica elettronica che ha debuttato con un’opera non musicale ma audiovisiva – dopo anni di partecipazione a un collettivo di artisti; un fonico che è punto di riferimento in Sicilia per il suono del nuovo cinema documentario; e un art director che non proviene dal graphic design, ma dalla prima ondata di glitch-art, dalla digital art e dall’installazione.
UNA PROGETTUALITÀ INTEGRATA
Con queste premesse è naturale per Almendra concepire e realizzare l’elemento visivo dei suoi prodotti – le copertine, i video, i live visual – come organico alla creazione delle musiche (un dialogo tra classica, elettronica, nuovo jazz, improvvisazione e rock), e non come semplice illustrazione o decorazione. Curando ogni fase della produzione, dalla composizione alla registrazione e al missaggio, nel suo atelier creativo a due passi dal Palazzo dei Normanni, lo Zeit Studio di Palermo.
“Al netto di alcune nuove label, a volte splendide ma in certo modo ‘elitarie’ o stilisticamente monodirezionali”, afferma il team, “in Italia una progettualità musicale e artistica integrata di questo tipo probabilmente non ha luogo dai tempi della mitica Cramps Records di Gianni Sassi”. Più che un’etichetta tradizionalmente intesa, Almendra è infatti un ecosistema capace di coltivare un progetto musicale e artistico inclusivo di tutte le differenti personalità che lo realizzano. In una città, poi, come Palermo, prossimamente al centro della scena internazionale, tra Manifesta e Capitale italiana della cultura 2018.
‒ Claudia Giraud
Articolo pubblicato su Artribune Magazine #37
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