La coreografia sulle note di Billie Eilish tra le opere di un museo olandese  

Il coreografo Sergio Reis colpisce ancora e stupisce con il suo corpo di ballo interpretando il brano “Bittersuite” nelle sale del Museum Voorlinde. Il video

Dopo il successo del ballo sulle note di Somebody I used to Know di Gotye, Sergio Reis torna con un nuovo video destinato al medesimo successo. Stavolta la musica è quella di Billie Eilish, che con la sua Bittersuite accompagna le movenze di ben 36 ballerini.  

Il Museum Voorlinden, location della coreografia di Sergio Reis 

Ad ospitare le riprese di questo video irresistibile è il museo privato Voorlinden,  fondato da Joop van Caldenborgh a Wassenaar, nell’Olanda meridionale. Composto da ben venti sale, da un auditorium, una biblioteca, uno spazio didattico, un atelier di restauro e un negozio, annovera nella sua collezione permanente opere di artisti come Maurizio Cattelan, Damien Hirst, Ron Mueck, Richard Serra, James Turrell, Ai Weiwei

La danza onirica della compagnia CDK 

Il video si apre con i ballerini che si tengono per mano e vengono mossi da una forza indefinita, come una raffica di vento che li sospinge. Indossano tutti una parrucca scura – come le scarpe – con un taglio a caschetto, che contrasta prepotentemente con gli abiti di vario genere dal sapore vintage, rigorosamente nei toni pastello.

Si crea così un’atmosfera onirica, enfatizzata dai ritmi e dalle parole della canzone di Billie Eilish che recita: “Non posso innamorarmi di te. Sono stata all’estero. Ho fatto dei sogni. Tu eri nell’atrio. Ero in ginocchio. Fuori dal mio corpo. Guardando dall’alto Vedo come mi vuoi. Voglio essere quella giusta”. 

Il brano “Bittersuite” di Billie Eilish 

Nona traccia dell’album Hit Me Hard and Soft, il terzo realizzato in studio dall’artista statunitense, Bittersuite si caratterizza per il suono del basso e per riff elettronici, con molteplici cambi di tempo che la rendono imprevedibile. Ad amalgamare il tutto è la voce suadente della cantante che sembra sussurrare il testo, già ambiguo e fumoso.

La coreografia, ideata da Sergio Reis, asseconda questo mood con movenze plastiche che giocano molto con le opere esposte al museo: si riconoscono chiaramente Open Ended di Richard Serra o la spettacolare Swimming Pool di Leandro Erlich. I perfomer, diversi per genere e fisicità, incarnano così perfettamente l’essenza del brano di Eilish, mettendo in scena uno spettacolo del tutto “bittersuite” (agrodolce).

Roberta Pisa 

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Roberta Pisa

Roberta Pisa

Vive a Roma dove si è laureata in Scienze politiche e Relazioni internazionali. Da sempre si occupa di cultura e comunicazione digitale. Dal 2015 è pubblicista e per Artribune segue le attività social.

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