Le mostre da vedere durante la Milano Art Week 2025

La nuova edizione di miart torna accompagnata da un ricchissimo programma espositivo che coinvolge tutti i maggiori musei e spazi d’arte della città. Ecco la nostra guida con gli eventi da vedere

Con la 29esima edizione di miart 2025, Milano si popola di eventi e mostre parallele, che approfittano di queste giornate di aprile per aprire al pubblico. Dai focus tematici su poche opere, ai grandi progetti che si propongono di illustrare tutta la carriera di artiste e artisti di diverse epoche. Dal fascino surreale di Leonor Fini, alle riflessioni graffianti e attuali di Adelita Husni-BeyThierry de Cordier e Shirin Neshat. Per non perdersi nessun appuntamento – o scegliere da quali cominciare – consultate qui di seguito la nostra guida alle mostre della Milano Art Week 2025. 

Redazione

ANGELO ACCARDI, 100 Blend, 2023. Photo Gennaro Verdoliva
ANGELO ACCARDI, 100 Blend, 2023. Photo Gennaro Verdoliva

Angelo Accardi – Pinacoteca Ambrosiana 

Dopo aver raccontato il Rinascimento a Londra con Timeless Inspiration, Angelo Accardi prosegue il suo confronto con il ‘500 italiano e lo fa nel cuore della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano. Qui, solo per il mese di aprile, la sua installazione Art Crimes dialoga tra la tradizione rinascimentale e i linguaggi contemporanei. Con una mostra che va oltre le gerarchie tra cultura alta e cultura pop, il maestro del citazionismo “saccheggia” il cartone preparatorio della Scuola di Atene di Raffaello. Per poi comunicarlo al pubblico con la lente deformante e il linguaggio irriverente del pop e del surrealismo. Ne risulta un pantheon contemporaneo dove Duchamp, Bacon, Velázquez, Dalì, Warhol, Cattelan, Picasso si aggiungono agli illustri eruditi e artisti ritratti dal Sanzio, introducendo il ludico in un percorso straniante e istruttivo alla ricerca del genio creativo.

Angelo Accardi, Art Crimes
Pinacoteca Ambrosiana
Fino al 28 aprile 2025

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Nel nuovissimo spazio in zona Portello fresco di inaugurazione, la Galleria del gruppo bancario BFF Bank apre le porte al pubblico proprio durante miart. E lo fa portando in scena il Paradiso Perduto di Enrico Baj. L’istituzione, nata con lo spirito di promuovere l’arte e la cultura italiana, conta una collezione di oltre 250 opere a cui si aggiungeranno mostre ed eventi temporanei. Questi giorni sono dunque il momento giusto per scoprire quello che ha da offrire la Galleria, approfittando anche del suo  primo progetto espositivo. Si tratta di un corpus di ben 40 acqueforti – tutte a firma dell’eclettico maestro del Novecento italiano – che furono realizzate nel 1987, traendo ispirazione dal Paradiso Perduto di John Milton.

Baj + Milton “Paradiso Perduto” i paradossi della libertà
BFF Gallery
Fino al 17 ottobre 2025

Leonor Fini, Autoritratto - Dama dal cappello rosso, Museo Revoltella. Courtesy Museo Revoltella
Leonor Fini, Autoritratto – Dama dal cappello rosso, Museo Revoltella. Courtesy Museo Revoltella

George Hoyningen-Huene / Felice Casorati / Art Déco / Leonor Fini / Collezione Iannaccone / Nico Vascellari – Palazzo Reale

Con marzo, Palazzo Reale ha completato la propria nuova stagione espositiva all’insegna del Novecento. Tutti i protagonisti hanno infatti preso parte alla “scrittura” di questo secolo dai mille volti, a partire dal primo artista che apre le danze: George Hoyningen-Huene. Grandissimo fotografo di moda, nato proprio allo scoccare del 1900, che – con il suo stile ispirato al classicismo e al Surrealismo – ha contribuito a formare l’estetica degli Anni ‘20 e ‘30. Il progetto celebrativo a 125 anni dalla morte affronta i temi chiave della sua carriera. Prima i teatri parigini e gli scambi con Man Ray, poi i lavori per Chanel, le immagini di viaggio e il fascino per il movimento. Definito da Richard Avedon “un genio, un maestro di tutti noi”, fa parlare di sé con le campagne per Balenciaga, Cartier, Schiaparelli e molti altri esponenti del settore. Questo e non solo nelle 10 ricche sezioni della mostra. 
Il secondo novecentesco è Felice Casorati. Dopo 36 anni di assenza, il pittore novarese torna con una delle più ampie retrospettive mai dedicate a lui. Oltre 100 opere che non si limitano affatto alla pittura: sculture, disegni, persino i bozzetti per le scenografie della Scala. E c’è anche un focus dedicato al suo rapporto con Milano. Il percorso ricostruisce la sua produzione, partendo dal realismo legato a Verona, per poi passare al ciclo delle Grandi Tempere e delle Conversazioni. Tra i capolavori imperdibili in mostra c’è l’Annunciazione del 1927: una scena intima, in cui il divino traspare dalla specularità e dalle simmetrie della composizione.
A seguire, ci si immerge nei “ruggenti Anni Venti” con la mostra dedicata all’Art Déco e ai suoi protagonisti. La scelta è celebrativa: nel 2025 ricorrono infatti i 100 anni dalla grande Expo di Arti Decorative parigina da cui prende il nome. Per l’occasione, arrivano a Milano incredibili manufatti italiani e internazionali: vetri, maioliche, porcellane, ma anche tessuti e arredi di ogni tipo. E poi manifesti, dipinti e immagini d’epoca che mirano a ricostruire il fenomeno storico-culturale che è stata l’Art Déco. 
Quarta proposta espositiva è quella che vede protagonista una donna, pittrice e icona di stile, che con la sua arte ha influenzato tutto il Novecento. Leonor Fini. Definita da Max Ernst “la furia italiana a Parigi”, fu una figura straordinaria, vicina ai surrealisti ma originale nel suo modo di unire sembianti femminili enigmatici, con animali dai tratti fantasiosi. Amante dei gatti quanto dei travestimenti, è oggi riscoperta attraverso un ricco percorso che offre prospettive aggiornate sul conto dell’artista, che è messa in dialogo con temi contemporanei di femminilità, identità e appartenenza.
A seguire nel cartellone di Palazzo Reale è la collettiva che raccoglie 80 artisti contemporanei tratti dalla collezione di Giuseppe Iannaccone. Pittori, fotografi e performer da rileggere come risorsa per riflettere sul multiculturalismo, sul corpo e i suoi linguaggi, e sui rapporti tra Oriente e Occidente. L’esperienza attraversa i confini spaziotemporali, mostrando come anche sensibilità geograficamente distanti sappiano convergere in termini di visione. 
In conclusione dell’offerta ricchissima per c’è anche il risultato della rilettura della storica Sala delle Cariatidi – ricordo indelebile dei bombardamenti su Milano – da parte di Nico Vascellari, con la sua Pastorale.  

George Hoyningen-Huene. Glamour e avanguardia
Palazzo Reale, Milano
Fino al 18 maggio 2025

Casorati
Palazzo Reale, Milano
Fino al 29 giugno 2025

Intorno al 1925. Il trionfo dell’Art Déco
Palazzo Reale, Milano
Fino al 29 giugno 2025

Leonor Fini: lo sguardo della sfinge
Palazzo Reale, Milano
Fino al 29 giugno 2025

Da Cindy Sherman a Francesco Vezzoli. 80 artisti contemporanei, Collezione Iannaccone
Palazzo Reale, Milano
Fino aprile 2025

Nico Vascellari, Pastorale
Palazzo Reale, Milano
Dal 1 aprile al 2 giugno 2025

Shirin Neshat al PAC di Milano
Shirin Neshat al PAC di Milano

Shirin Neshat – PAC

A cura di Diego Sileo e Beatrice Benedetti, il nuovo progetto del PAC porta a Milano Shirin Neshat, artista iraniana vincitrice del Leone d’Oro alla Biennale di Venezia nel 1999, del Leone d’Argento per la Miglior Regia al Film Festival di Venezia nel 2009 e del Praemium Imperiale a Tokyo nel 2017. La mostra ripercorre oltre trent’anni di carriera, con quasi duecento opere fotografiche e una decina di video-installazioni, oggi parte delle maggiori collezioni museali al mondo, tra cui il Whitney Museum e il MoMA. Artista multidisciplinare, fotografia, video, cinema e il teatro sono i suoi media d’elezione, con cui crea narrazioni liriche e visioni politicamente cariche, che mettono in discussione le logiche comuni di potere, religione e razza.

Shirin Neshat, Body of evidence
PAC, Milano
Fino all’8 giugno 2025

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Jasper Morrison / Cemile Sahin / le meraviglie del mondo moderno – Fondazione ICA

Per la primavera 2025 Fondazione ICA si popola di ben tre progetti che esplorano diversi settori tematici, dall’arte contemporanea, al design, all’architettura. Primo nome è Jasper Morrison, noto designer dal gusto minimale, che è qui celebrato con un’installazione composta da sedie fluttuanti, accanto a 12 composizioni fotografiche rappresentanti archetipi di oggetti. Il tutto completato da una traccia musicale di sottofondo composta appositamente da Anthony Moore. 
Wonders of the Modern World, invece, è il titolo della collettiva che associa foto, video e suoni per raccontare otto meraviglie dell’architettura moderna. Dalla Grande Moschea di Touba al Sambódromo di Rio, attraverso modelli in vetro illuminati dall’interno, video e suoni che ne restituiscono la dimensione monumentale e rituale.
A concludere, la project room di Fondazione ICA è dedicata alla mostra ROAD RUNNER di Cemile Sahin. Tutto parte dal suo omonimo film, un thriller fantascientifico che racconta la storia di due sorelle intrappolate tra realtà fisica e virtuale. Col suo stile caratteristico e pop, l’artista affronta la sovrapposizione tra guerra e game technologies, nonché la presenza di violenza e sorveglianza nella vita quotidiana.

Jasper Morrison, The Lightness of Things 
Fondazione ICA
Fino all’11 luglio 2025

Wonders of the Modern World 
Fondazione ICA
Fino all’11 luglio 2025

Cemile Sahin, ROAD RUNNER
Fondazione ICA
Fino all’11 luglio 2025

robert rauschenbergm untitled spread 1983 courtesy robert rauschenberg foundation new york Le mostre da vedere durante la Milano Art Week 2025
Robert Rauschenbergm Untitled Spread, 1983. Courtesy Robert Rauschenberg Foundation New York

Robert Rauschenberg / Adelita Husni-Bey – Museo del Novecento

Attesissima è la mostra diffusa che costruisce un ponte tra le opere del Museo del Novecento e la figura di Robert Rauschenberg, di cui si celebra il centenario dalla nascita. Figura centrale nel limes tra arte moderna e contemporanea, l’artista ha sempre dimostrato un’insaziabile curiosità e un profondo impegno per lo scambio di idee. Aspetti qui enfatizzati dalla volontà di mettere in relazione e dialogo la sua ricerca con quella dei principali movimenti che hanno scandito il Novecento italiano, dal Futurismo all’Arte Povera.
Vincitrice del Premio ACACIA 2025, l’artista italo-libica Adelita Husni-Bey presenta fino a settembre la sua opera Briganti – donata al Museo dall’Associazione ACACIA – ammirabile nello spazio al pianterreno. Questa esemplifica la sua pratica tipica che integra pedagogia radicale, teatro e antropologia giuridica, per mettere in discussione le strutture socio-politiche contemporanee e di mostrarne le contraddizioni.

Rauschenberg e il Novecento
Museo del Novecento
Fino al 28 giugno 2025

Adelita Husni-Bey, Briganti
Museo del Novecento
Fino al 28 settembre 2025

Le mostre da vedere durante la Milano Art Week 2025

Travelogue / MUDEC Invasion / DEEP BEAUTY – MUDEC

Nel palinsesto espositivo di miart non mancano le mostre gratuite. Parliamo ad esempio di Travelogue: un racconto di viaggi in paesi remoti, di migrazioni e diaspore, che vuole valorizzare la genesi della collezione permanente del MUDEC. Questa è infatti la somma di reperti e manufatti “esotici”, arrivati qui in città da diverse parti del mondo, nelle tasche e nelle valigie di appassionati, uomini d’affari, ricercatori e cittadini comuni.  Tutto ruota dunque attorno al “viaggio”, che è indagato nel percorso espositivo a partire dalle sue forme mitiche, poi evolutesi negli anni nella cultura europea, fino ad arrivare all’idea – diversa – di turismo contemporaneo. Statuette, album fotografici, taccuini d’epoca e schizzi: questi e altri reperti fanno da voce narrante del progetto. 
A complemento di questa prima mostra, il Museo delle Culture milanese presenta MUDEC Invasion: un evento speciale, risultato della commissione di 10 murales site-specific ad altrettanti muralisti internazionali contemporanei. Ciascuno di essi – tra cui Luca Barcellona, Cinta Vida, Mazatl – ha creato un’opera inedita che sarà visibile solo per i mesi della mostra, reinterpretando il tema del Viaggio, quale protagonista dell’esposizione detta sopra. L’invito per il pubblico è a riflettere sul muralismo e sul ruolo che esso assume nell’esprimere le culture di tutto il mondo.
Ultima iniziativa – ancora gratuita – è quella realizzata con il sostegno di KIKO Milano, ideata dal team creativo di Ogilvy Italia. Con una selezione di più di sessanta opere – dalle arti visive, alla fotografia, all’intelligenza artificiale – DEEP BEAUTY porta a riflettere sull’evoluzione del concetto di bellezza nel corso del tempo. Tra i protagonisti citiamo Marina Abramović, David Hockney, Michel Comte, David LaChapelle, Michelangelo Pistoletto, Helmut Newton, e Robert Mapplethorpe.  

Travelogue
MUDEC
Fino al 21 settembre 2025

MUDEC Invasion
MUDEC
Fino al 29 giugno 2025

DEEP BEAUTY. Il dubbio della bellezza
MUDEC
Fino al 25 maggio 2025

Ugo Rondinone, Earth nude
Ugo Rondinone, Earth nude

Ugo Rondinone – GAM

La Galleria d’Arte Moderna di Milano presenta la prima mostra in una sede istituzionale di Ugo Rondinone. Artista svizzero – tra i più acclamati del contesto contemporaneo – ha partecipato alla Biennale di Venezia nel 2007, con un’installazione iconica nella Chiesa di San Stae.
La mostra offre uno scorcio sulla sua storia personale e su quella della sua famiglia, originaria di Matera, nonché sulla memoria collettiva. Guardando agli spazi e alla collezione della GAM, Rondinone traccia suggestive corrispondenze con le proprie opere e quelle del museo milanese – in primos prendendo spunto da Il Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo – e rivendica le sue radici italiane con il ricordo dei suoi genitori e di altri migranti che hanno dovuto lasciare la loro terra madre.
In una dialogo continuo tra memorie personali e storie universali, tali interventi creano un’atmosfera profondamente umana, che oscilla tra malinconia e volontà di riscatto.

Ugo Rondinone, Terrone
GAM
Fino al 6 luglio 2025

Etruschi del Novecento
Etruschi del Novecento

Etruschi del Novecento – Fondazione Rovati

Arriva a Milano per la seconda tappa il grande progetto espositivo realizzato in collaborazione tra la Fondazione Luigi Rovati e il MART di Rovereto. Un taglio inaspettato, quello di questa mostra, che si propone di raccontare gli Etruschi attraverso la lente della vera e propria “Etruscomania” che si accese nel secolo scorso. Tutto ha inizio nel 1916 – anno del ritrovamento dell’Apollo di Veio – e dà vita a un periodo di grandissimo interesse verso il tema, conosciuto con il nome di “rinascenza etrusca”. Qualche decennio dopo, arrivano i primi eventi espositivi, attorno ai quali è tutto un fiorire di convegni, approfondimenti e opere di artisti e designer che si ispirano all’antico. Non solo: anche Gabriele d’Annunzio si lascia affascinare dal culto, dal bestiario e dal sorriso arcaico statuario proprio della civiltà etrusca.  Nel Secondo Novecento, ulteriori grandi nomi si uniscono ai debitori dell’antico, da Picasso, a Giacometti, a Warhol. Il secondo capitolo dell’esposizione co-prodotta, complementare rispetto a quello di Treviso, continua il racconto che vede protagonisti – tra gli altri –  Massimo Campigli, Marino Marini, Arturo Martini, Alberto e Diego Giacometti, Picasso, Pistoletto, Gio Ponti, Mario Schifano, Gino Severini.

Etruschi del Novecento
Fondazione Luigi Rovati, Milano
Fino al 3 agosto 2025

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TarekAtoui I – E Elefsis, 2015. ∏ Locus Athens

Tarek Atoui / Yukinori Yanagi – Pirelli HangarBicocca 

Conosciuto per il suo iconico approccio alla musica, Tarek Atoui indaga le proprietà acustiche e le modalità con cui elementi quali acqua, aria, pietra e bronzo, assorbono il suono… per poi renderlo all’ascoltatore in modo inatteso. I suoi ambienti sonori – creati dall’insieme delle opere presenti nello spazio – suggeriscono inedite esperienze di ascolto, inducendo processi di apprendimento non tradizionali. Ma l’arte di Atoui non è solo suono: egli ha esplorato anche la performance per poi avvicinarsi alle arti visive.  Ha lavorato con compositori e artigiani di diversi Paesi per l’invenzione e alla produzione di strumenti dalla forte impronta scultorea. ConImprovisation in 10 Days, Pirelli HangarBicocca porta la sua pratica a Milano. Per l’occasione, lo Shed si fa grande tela bianca, dove l’artista disgrega e ricompone le opere di una sua mostra precedente, improvvisando movimenti, armonie e sintonizzazioni. Il tutto per creare un’esperienza collettiva e un ambiente sonoro in evoluzione.
Seconda esposizione dell’istituto è quella che fa tornare in Italia – dopo 32 anni – Yukinori Yanagi. Un’ampia selezione di opere iconiche risalenti agli Anni Novanta e Duemila, che si uniscono a lavori più recenti. Ne risulta una loro ricontestualizzazione volta a innescare una riflessione, più che mai attuale, sui temi del nazionalismo, delle dinamiche governative e sugli aspetti paradossali delle società contemporanee. Il titolo – ICARUS – rievoca il mito greco di Icaro e Dedalo, che fa da avvertimento e invito a riflettere sull’arroganza umana nata dall’eccessiva fiducia riposta nella tecnologia. La narrativa espositiva presenta continue dualità, creando un dialogo tra passato e presente, distruzione e rinascita.

Tarek Atoui, Improvisation in 10 days
Pirelli HangarBicocca
Fino al 20 luglio 2025

Yukinori Yanagi, ICARUS
Pirelli HangarBicocca
Fino al 27 luglio 2025

Thierry de Cordier, NADA,. Courtesy Fondazione Prada
Thierry de Cordier, NADA,. Courtesy Fondazione Prada

Thierry de Cordier / Typologien / A kind of language – Fondazione Prada

Il palinsesto della Fondazione Prada comincia nella sede principale di Milano Sud con l’affascinante pensiero sul “nulla” di Thierry de CordierNADA è il titolo: nome emblematico che inneggia alla riflessione su ciò che ci può essere oltre il Mistero della Crocifissione. La risposta è resa con grandi tele nere, quasi monocromatiche, esposte come fossero pale d’altare. Esito di una ricerca pluriennale – in corso fin dalla fine del secolo scorso – che fonde arte contemporanea, poesia e filosofia profondissima.
Seconda proposta della Fondazione, sempre in Largo Isarco, è Typologien. Un’indagine sulla fotografia tedesca del Novecento, diffusa negli spazi del Podium. Il principio botanico della tipologia viene applicato al mezzo fotografico, permettendo di riscoprire straordinarie analogie tra i metodi di classificazione delle piante e quanto fatto dagli artisti in parallelo. 
A concludere, l’Osservatorio in Galleria Vittorio Emanuele II porta in scena il retroscena dei capolavori più celebri del cinema dagli albori al contemporaneo. A kind of language è un progetto pensato per raccontare al pubblico il processo creativo alla base dei film: gli storyboard. Disegni, schizzi e testi che esplorano come si costruisce la narrazione nella mente dei registi e del team di autori che lo circondano. Oltre mille elementi messi in fila nel setting già di per sé scenografico dei due piani dello spazio. Bozzetti, scritti e disegni, ma non solo: ci sono anche spezzoni video e componenti virtuali. Tutti tasselli che sottendono il messaggio chiave di come gli storyboard siano parte integrante del processo di produzione filmica. Se non la più importante, quasi.

Thierry de Cordier, NADA
Fondazione Prada
Fino al 29 settembre 2025

Typologien
Fondazione Prada
Fino al 14 luglio 2025

A kind of language
Osservatorio Prada
Fino all’8 settembre 2025

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Andrea Solario / Elisa Sighicelli – Museo Poldi Pezzoli

Per questo 2025 il Poldi Pezzoli porta in scena l’esito di una collaborazione speciale con Louvre il parigino, da cui deriva la riscoperta di uno dei maestri dimenticati del Rinascimento milanese: Andrea Solario. Milanese d’origine, formatosi sulla scia della scuola veneziana, prosegue la tradizione leonardesca popolando la città di capolavori che poco hanno da invidiare al grande artista e inventore. 
Frutto di un proficuo periodo di restauri e studi delle due istituzioni, l’esposizione riunisce un ricco complesso di opere di Solario mai viste tutte assieme prima. Un’occasione unica per riscoprire questo dimenticato dell’arte. 
In parallelo, la Stanza del Collezionista del Museo espone il risultato di una “rilettura contemporanea” di parte della Collezione. Nello specifico si tratta dei manufatti tratti dalla sezione dedicata ai Vetri antichi di Murano, meglio noti come “trick glasses”. L’artista contemporanea Elisa Sighicelli nel propone una sua rielaborazione fotografica che dà nuova vita agli oggetti storici.

Andrea Solario. La seduzione del colore
Poldi Pezzoli
Fino al 30 giugno 2025

Elisa Sighicelli, Vitroepifanie
Poldi Pezzoli
Fino al 20 maggio 2025

john giorno reading at city lights italia festival florence italy may 4 1998 photo by michele corleone Le mostre da vedere durante la Milano Art Week 2025
John Giorno reading at City Lights Italia Festival. Florence, Italy, May 4 1998. Photo credit: Michele Corleone. 9 3/8 x 7 1/8 inches, b/w, photographic print.

John Giorno / Franco Raggi / Ettore Sottsass – Triennale Milano

Alla Triennale arriva la prima mostra in Italia dedicata al ricco archivio di John Giorno. Poeta e performer, dalla presenza scenica imponente, è passato dalla Beat Generation all’attivismo per l’AIDS, passando per la Factory di Andy Warhol. Il progetto si fa vera estensione del tema di miart – Among Friends – rendendo tangibili  i segni dell’amicizia e delle collaborazioni di Giorno con alcune delle figure più significative dell’arte, della letteratura e della musica del Novecento. L’esposizione si estende anche nello Scalone d’Onore di Triennale, rivestito per l’occasione da una serie di pitture murali che fanno da cornice a una selezione di “Perfect Flowers” realizzati dallo stesso Giorno.
C’è poi un invito ad approfondire l’architetto e designer Franco Raggi, il cui nome è legato ai gruppi del Radical design e allo Studio Alchimia: entrambi emblema di sperimentazione e innovazione. La mostra riprende alcune delle tappe più significative del suo lavoro: dal design di prodotto all’allestimento, dagli interni al disegno, e poi editoria e dibattito sul ruolo dell’architettura nella società. 
A concludere, Triennale ospita il nuovo capitolo della serie dedicata al genio di Ettore Sottsass, esplorando la dimensione dell’architettura con il disegno. Il progetto comprende alcuni suoi schizzi, che vanno a comporre un racconto visivo di grande formato. Testo, immagini e riflessioni si uniscono nel percorso, evidenziando la sua predilezione per “la parte che si abita rispetto a quella che si vede”.

John Giorno: a labour of LOVE
Triennale Milano
Fino al 13 aprile 2025

Franco Raggi, Pensieri instabili
Triennale Milano
Fino al 13 aprile 2025

Ettore Sottsass, Architetture paesaggi rovine
Triennale Milano
Fino al 13 aprile 2025

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