La metamorfosi e il doppio nella poetica di Marta Roberti in mostra a Roma

È tratto dal “Diario Bizantino” di Cristina Campo, l’evocativo titolo della personale dell’artista bresciana che trasla tematiche esistenziali in un linguaggio poetico e rarefatto, per offrire spunti di riflessione con leggerezza e una delicata punta di ironia

Sono tre i nuclei di opere, realizzati nell’arco degli ultimi tre anni e per lo più inediti, che confluiscono nella personale di Marta Roberti (Brescia, 1977), Due Mondi – e io vengo dall’altro, alla galleria z2OSara Zanin di Roma. Disegni di grandi dimensioni, ricami su cotone e disegni su carta carbone, attraverso cui l’artista approfondisce la sua ricerca sul corpo femminile, la metamorfosi e il doppio. Marta Roberti, si racconta attraverso un percorso espositivo, a cura di Cecilia Canziani, in cui i lavori che, nella loro ieraticità rimandano alla tradizione pittorica di matrice pre-classica ed etrusca, si articolano lungo le pareti come se fossero pitture murali, conferendo alla galleria un’atmosfera antica.

L’attenzione per il corpo nella poetica di Marta Roberti

I grandi disegni di corpi femminili, nel riprendere asana (posture) yogiche ispirate al mondo animale, rimandano all’interesse della Roberti non solo per la disciplina orientale, cui ha dedicato un libro, ma anche per le infinite possibilità espressive del corpo, capace di farsi leggero e diventare altro da sé. Possibilità che l’artista esplora in due direzioni, tanto concettuali quanto tecniche. Marta Roberti si sofferma sul tema della leggerezza dedicando una serie di disegni agli uccelli acquatici; un soggetto nuovo che coniuga l’elemento aereo a quello marino e che l’artista pone in relazione diretta con le grandi carte delle asana yogiche.

Installation View, Marta Roberti, Due Mondi E Io Vengo dall'Altro, 2025, z2oSaraZanin, Courtesy The Artist & z2oSaraZanin Ph Roberto Apa
Installation View, Marta Roberti, Due Mondi E Io Vengo dall’Altro, 2025, z2oSaraZanin, Courtesy The Artist & z2oSaraZanin Ph Roberto Apa

Il tema del doppio nella poetica di Marta Roberti alla galleria z2O Sara Zanin di Roma

La Roberti indaga il tema del doppio, nella duplice valenza di doppio ritratto e doppia identità. L’artista, reduce da un recente viaggio in Egitto, ne mutua alcuni elementi stilistici e culturali per creare una crasi tra essere umano e animale che si traduce, in apertura della mostra in due Sfingi Gheopardo che, secondo la tradizione, accolgono all’ingresso i visitatori; l’una con il volto dell’artista, l’altra con le sembianze della sorella Anna. In queste immagini, così come nella grande carta Due Sorelle a confronto con il caos, il corpo si eleva e nel diventare figura archetipica, oltrepassa la dimensione della mortalità per entrare in quella della ritualità. Inoltre, nella reiterazione dei motivi e nel ricordo dell’esperienza egiziana, l’artista indaga la relazione tra decorazione e disegno.

Installation View, Marta Roberti, Due Mondi E Io Vengo dall'Altro, 2025, z2oSaraZanin, Courtesy The Artist & z2oSaraZanin Ph Roberto Apa
Installation View, Marta Roberti, Due Mondi E Io Vengo dall’Altro, 2025, z2oSaraZanin, Courtesy The Artist & z2oSaraZanin Ph Roberto Apa

In mostra a Roma Marta Roberti presenta inedite sperimentazioni

Tutti questi concetti, vengono ribaditi anche a livello tecnico e concreto nel processo di realizzazione delle opere, che per la maggior parte derivano dall’uso di carta copiativa per cui un’immagine da sempre adito a uno sdoppiamento: “a un’epifania materica generata al confine tra presenza e assenza, tra il gesto della mano e la superficie che la accoglie in negativo”, per usare le parole della curatrice. In particolare, l’artista si apre a delle originali sperimentazioni. Così agli eterei disegni realizzati nella sua consueta carta fatta a mano a Taiwan, ne affianca altri realizzati su carta carbone nera o su carte a olio colorate; medium che a distanza ingannano i visitatori, ricordando preziose superfici metalliche ma che da vicino rivelano la loro delicatezza; sublimata in due casi dall’allestimento sospeso che ne esalta la trasparenza e la levità. Ancora, per la prima volta, la Roberti presenta opere realizzate con la tecnica del ricamo che, generando anche in questo caso un sottile effetto di mimesi, preservano nella raffinatezza del filato la delicata leggerezza del disegno.

Ludovica Palmieri

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Ludovica Palmieri

Ludovica Palmieri è nata a Napoli. Vive e lavora a Roma, dove ha conseguito il diploma di laurea magistrale con lode in Storia dell’Arte con un tesi sulla fortuna critica di Correggio nel Settecento presso la terza università. Subito dopo…

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