La storia del Cavallo Colossale di Canova fatto a pezzi e abbandonato per 50 anni: sarà restaurato

Il simbolo delle collezioni bassanesi e del loro ricco patrimonio canoviano presto tornerà a risplendere nella sua interezza grazie a un restauro. Canova protagonista di mostre anche a Possagno e a Padova

Possagno e Bassano del Grappa sono le due città che custodiscono il più importante patrimonio artistico al mondo di Antonio Canova (Possagno, 1757–Venezia, 1822). Ora, insieme a Padova, sono teatro di mostre, ritrovamenti e importanti restauri. Come quello che vedrà il Cavallo Colossale di Canova tornare a risplendere nella sua interezza, dopo oltre cinquant’anni di oblio: fatto a pezzi e abbandonato nei depositi del Museo Civico di Bassano del Grappa, sarà presto ricomposto, restaurato e qui ricollocato.

La storia del Cavallo Colossale di Canova

Realizzato da Canova tra il 1819 e il 1821 come modello in gesso per una scultura equestre in bronzo per il re di Napoli Ferdinando I (IV) di Borbone, il Cavallo colossale fu completato per la sola parte dell’animale a causa della sopraggiunta morte dello scultore nel 1822: per suo volere, fu dipinto dello stesso colore del bronzo. Nel 1849 fu poi donato al Museo di Bassano del Grappa dal fratello Giambattista Sartori Canova. Sopravvissuto ai bombardamenti del 1945, il Cavallo colossale rimase illeso e intero fino agli Anni Sessanta, quando si decise poi di sezionare l’opera in varie parti per trovarle altra collocazione, diversa dal Salone Canova da ristrutturare. Un proposito disatteso che ha visto i numerosi frammenti giacere, per oltre cinquant’anni, nei depositi: solo la testa è rimasta nel percorso espositivo del museo, a memoria dell’opera e del suo eccezionale valore storico e artistico.

Ottagono superiore e Salone Canova, Museo Civico di Bassano del Grappa, 1950
Ottagono superiore e Salone Canova, Museo Civico di Bassano del Grappa, 1950

Il progetto di restauro del cavallo colossale di Canova al Museo Civico d Bassano del Grappa

Il progetto di restauro e ricomposizione del cavallo colossale di Canova non solo permetterà di recuperare alla fruizione una delle opere d’arte più preziose delle collezioni bassanesi”, spiega  Barbara Guidi, Direttrice dei Musei Civici di Bassano del Grappa, promotori dell’operazione insieme al Comune, “ma, per complessità delle operazioni e il carattere innovativo delle metodologie applicate ad una struttura in gesso di queste dimensioni, rappresenta uno degli interventi di recupero del patrimonio artistico italiano più spettacolari e rilevanti degli ultimi anni”.  Tutte le fasi del restauro saranno documentate in un video e sarà possibile partecipare a delle dirette streaming sul sito del museo, dove tutti gli interessati potranno assistere a due fasi salienti e particolarmente significative dei lavori.

Le mostre a Possagno e a Padova

Se a Possagno (in provincia di Treviso), alla Gypsotheca fino al 21 giugno, è stata appena inaugurata la mostra-dossier sul capolavoro giovanile di Antonio Canova, il Teseo sul Minotauro, realizzato a Roma nel 1783, che segna il passaggio dagli ideali barocchi ai principi estetici del Neoclassicismo, a Padova è tempo di ritrovamenti. Qui, protagonista ed elemento centrale della mostra al Museo Diocesano fino all’8 giugno, è il Vaso cinerario della contessa Louise von Callenberg, proprietà della parrocchia degli Eremitani in Padova, originariamente collocato negli spazi esterni della chiesa. L’opera in marmo, realizzata da Antonio Canova tra il 1803-1807, data per distrutta dai bombardamenti del marzo 1944, che ferirono la città e danneggiarono profondamente il complesso degli Eremitani, è stata ritrovata negli ambienti della parrocchia grazie a una ricerca sulle opere del maestro di Possagno in Veneto, e grazie all’inventario dei beni culturali ecclesiastici CEI.

Claudia Giraud

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Claudia Giraud

Claudia Giraud

Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate…

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