Fra storia e sacralità. La Cintola di Prato
Palazzo Pretorio, Prato ‒ fino al 14 gennaio 2018. L’arte pratese è al centro degli studi storico-artistici che hanno portato oggi alla realizzazione della mostra “Legati da una cintola”, dedicata alla reliquia della Sacra Cintola. Protagonista assoluta, la ricomposizione della Pala dell’Assunzione della Vergine di Bernardo Daddi.
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La Cintola è sacra reliquia, ma anche simbolo di potere per il “libero” Comune di Prato che dal Medioevo ai giorni nostri, grazie al suo possesso, ha potuto rivaleggiare con altri centri di culto mariano: dal punto di vista religioso, politico ed economico. Oggi il Museo di Palazzo Pretorio ospita una mostra che ne narra la comparsa nel XII secolo nella città toscana e ne documenta la politica di diffusione iconografica attuata fin dal XIII secolo attraverso la commissione di opere celebrative ad artisti di fama come il Maestro di Cabestany, Bernardo Daddi, Giovanni Pisano, Agnolo Gaddi.
LA PALA DI BERNARDO DADDI
Intitolata Legati da una Cintola. L’Assunta di Bernardo Daddi e l’identità di una città ‒ e curata da studiosi di vaglia, quali Andrea de Marchi e Cristina Gnoni Mavarelli (già autori della memorabile mostra Officina Pratese), Claudio Cerretelli e altri –, l’esposizione ha il suo incipit nella ricomposizione della Pala dell’Assunzione della Vergine di Bernardo Daddi (1337-38), la cui cuspide è abitualmente conservata al Metropolitan Museum di New York e le cui predelle sono l’una di proprietà del Palazzo Pretorio stesso (Storie della Sacra Cintola) e l’altra dei Musei Vaticani (Storie di Santo Stefano). Riunite qui per quest’occasione in un’unica sala, tali tavole risentono comunque dell’assenza della parte centrale dell’opera che sicuramente presentava, fra le altre figure, quella di San Tommaso nell’atto di ricevere dalla Vergine, posta nella Cuspide, la Cintola. Secondo la tradizione derivata da un testo apocrifo dello Pseudo Giuseppe di Arimatea (XII secolo), la Madre di Gesù si liberò dalla fascia che le stringeva il ventre proprio per farne dono a Tommaso, unico fra gli apostoli testimone della sua Assunzione.
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Filippo Lippi, La Madonna Assunta che dona la Cintola a San Tommaso, 1456 66 ca.. Prato, Museo di Palazzo Pretorio
UN SIMBOLO STORICO
Alla Pala seguono in mostra altre preziose opere pittoriche (di Lorenzo di Bicci, Niccolò di Pietro Gerini, Filippo Lippi…), nonché oggetti preziosi che al culto della Cintola si relazionano. Interessante la storia della reliquia che a Prato fu consegnata nel 1141 nelle mani del Proposto Uberto da Michele da Prato, un mercante che in Terra Santa, ai tempi delle Crociate, ne era entrato in possesso. La notorietà della festa dell’Ostensione del Cingolo di Prato, diffusa in tutt’Italia già a metà del XIII secolo, conferma la grande importanza che la reliquia rivestiva. Ospitata inizialmente nella Pieve di Santo Stefano (oggi Duomo), trovò poi collocazione nella Cappella appositamente eretta sul lato sinistro della chiesa a fine XIV secolo e impreziosita dagli affreschi di Agnolo Gaddi (1395), dedicati alle storie della Vergine e della Cintola. Oggi gli 87 centimetri di broccato, custoditi nell’altare della Cappella della Cintola, sono ancora oggetto di un fervido culto che li rende protagonisti, cinque volte l’anno, delle cerimonie dell’Ostensione, officiate al cospetto di tutta la cittadinanza pratese.
‒ Alessandra Quattordio
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