A Biella nascerà un nuovo hub per l’arte contemporanea?

A Biella Cittadellarte di Michelangelo Pistoletto e la giovane Wollbridge Gallery uniscono le forze per creare un polo per l’arte contemporanea in un territorio dall’importante storia industriale

Prove di costruzione di un polo dell’arte contemporanea a Biella. L’occasione è stata un talk sull’andamento del mercato artistico a Cittadellarte: presenti il padrone di casa, Michelangelo Pistoletto, i due fondatori della Woolbridge Gallery, Jean Le Guyader e Patrick Saletta, stimolati nei loro dialoghi dal critico e curatore Giorgio Verzotti.
Cittadellarte e Woolbridge si trovano a qualche centinaio di metri di distanza l’una dall’altra, sulle rive del torrente Cervo, nel territorio che in passato è stato un polo dell’industria tessile italiana. La relazione fra la Fondazione guidata da uno dei grandi nomi dell’arte contemporanea italiana e la giovane galleria aperta giusto due anni fa da due francesi innamorati del Biellese è partita nel novembre del 2021, quando gli spazi della Woolbridge hanno ospitato la mostra Zona Bianca Zero a cui ha contribuito anche Michelangelo Pistoletto. L’idea è stata quella di non disperdere tale esperienza e di lavorare per cominciare a costruire una collaborazione fra la Fondazione e altre realtà artistiche che operano nel Biellese. Dall’evento collettivo del 2021 sono state selezionate quattro opere di diversi artisti che ora, esposte negli spazi di Cittadellarte, danno vita alla mostra Quattro pezzi (non tanto) facili. Gli artisti sono Massimo De Caria, Daniele Innamorato, Filippo Berta e i gemelli siciliani Carlo e Fabio Ingrassia.

Michelangelo Pistoletto. Ph. Pierluigi Di Pietro

Michelangelo Pistoletto. Ph. Pierluigi Di Pietro

IL DIALOGO FRA PISTOLETTO E WOOLBRIDGE GALLERY

È Pistoletto a chiarire le motivazioni della scelta nata da un incontro con i quattro (cinque) artisti nel momento dell’esposizione alla Woolbridge Gallery: “Si tratta di un approccio seminale, autori che portano elementi primari nell’arte. Mi hanno fatto ripensare all’Arte povera che non vuol dire ‘privazione’, vuol dire essenziale, priva di elementi superflui. Un’arte radicale, intesa come momento generativo”.
La mostra vuole essere un ulteriore segnale di apertura della Fondazione Pistoletto al territorio per sottolineare le grandi potenzialità che gli spazi di archeologia industriale di Biella possono offrire al mondo dell’arte.
Abbiamo scelto quest’area per aprire Woolbridge” ‒ spiega Patrick Saletta ‒ “proprio perché c’era già l’esperienza di Cittadellarte, un substrato fertile dove Pistoletto è la locomotiva trainante. Noi siamo un vagone, ora aspettiamo altre realtà per creare un vero e proprio treno”. Qualcosa che sta succedendo un po’ dappertutto in Europa? “A Parigi tutte le grandi gallerie stanno aprendo all’esterno della città: è un problema di spazi e, inutile negarlo, anche di prezzi, che qui sono fra i più bassi in Europa“.

Esposizione permanente Michelangelo Pistoletto, Cittadellarte, Biella. Ph. Damiano Andreotti

Esposizione permanente Michelangelo Pistoletto, Cittadellarte, Biella. Ph. Damiano Andreotti

LA STORIA DI WOOLBRIDGE GALLERY

Woolbridge Gallery, specializzata nel post-war e nel contemporaneo, si sviluppa su 10mila metri quadrati disposti su tre livelli nell’ex Lanificio Tessile Pria, in un complesso che ospita anche spazi dove operano stilisti e designer. Attualmente si può ammirare una selezione di opere, fra gli altri, di Nicola De Maria, Piero Dorazio, Takashi Murakami, Luigi Ontani, Mimmo Paladino, Giulio Paolini, Mario Schifano, Julian Schnabel, Andy Warhol, Gilberto Zorio. Interessante anche la proposta, a rotazione, dei documentari d’arte realizzati da Marco di Castri e Gianfranco Barberi.
Biella era il posto giusto per aprire una nuova galleria” ‒ aggiunge Le Guyader ‒ “con un patrimonio post industriale unico in Europa. E poi siamo a poco più di un’ora da Milano, Torino, Lugano, e Malpensa, con i suoi voli intercontinentali, è a 45 minuti. Vogliamo essere radicati sul territorio ma siamo una galleria internazionale, non locale e il nostro orizzonte va dagli Stati Uniti all’Estremo Oriente. Il mercato è globale”.

Il talk a Cittadellarte

Il talk a Cittadellarte

CRISI E MERCATO A BIELLA

Le problematiche relative alla crisi del mercato sono tornate a più riprese nel dialogo fra Pistoletto, Verzotti e i galleristi. Sulla tendenza di molti acquirenti, in tempo di crisi, a vedere l’arte come elemento decorativo o d’arredo, Pistoletto non vuole demonizzare nessuno: “Anche chi compra e appende a una parete in fondo fa una piccola esperienza artistica, perché spesso sceglie in base a un’emozione. E poi c’è anche un risvolto pratico: per fare un esempio, Boetti fra gli artisti dell’Arte Povera è stato quello che ha venduto di più perché le sue opere sono le più facili da appendere al muro”.
Saletta conferma che, soprattutto dal 2020, il mercato ha risentito inevitabilmente di una crisi, “ma è la configurazione del mercato che è cambiata, non i volumi. Le opere importanti hanno tenuto, quelle sotto i 10mila euro sono andate un po’ in difficoltà. Ma ritengo che il pubblico sia sufficientemente educato per distinguere fra opera d’arte e prodotto di mero consumo: il vero collezionista parte da questo presupposto”.

Dario Bragaglia

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Dario Bragaglia

Dario Bragaglia

Dario Bragaglia si è laureato con Gianni Rondolino in Storia e critica del cinema con una tesi sul rapporto fra Dashiell Hammett e Raymond Chandler e gli studios hollywoodiani. Dal 2000 al 2020 è stato Responsabile delle acquisizioni documentarie e…

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