Arte contemporanea nello spazio pubblico. I Dioscuri di Gianfranco Meggiato a Roma

Scandiscono il percorso lungo Via Veneto le 11 installazioni monumentali ispirate al mito di Castore e Polluce, lavori inediti dell’artista veneziano dell’introscultura. In mostra fino a febbraio 2024

Nel 2017 Gianfranco Meggiato (Venezia, 1963) riceveva il premio Icomos-Unesco per la capacità di coniugare l’antico e il contemporaneo “in installazioni scultoree di grande potere evocativo e valenza estetica”. A Roma, questa riflessione sull’antichità per interpretare la realtà contemporanea si traduce nel ciclo che ripropone il Mito di Castore e Polluce: undici sculture monumentali ispirata ai Dioscuri figli di Zeus, venerati dai Romani a partire dal V secolo a.C., allestite tra Via Veneto e Porta Pinciana dal primo dicembre 2023 al primo febbraio 2024. I Dioscuri tornano a Roma è il titolo della mostra promossa dal Municipio Roma 1 con l’Associazione Via Veneto, e organizzata dalla Fondazione di Arte e Cultura Gianfranco Meggiato, che ha per curatore scientifico Dimitri Ozerkov. Un progetto che – sulla stessa lunghezza d’onda dell’iniziativa L’ottava testa che si concretizzerà alle Terme di Diocleziano a maggio 2024 – affida al recupero di simboli antichi mediato dall’arte contemporanea messaggi universali e senza tempo. 

I Dioscuri di Gianfranco Meggiato in mostra a Roma

Le opere di Meggiato – realizzate in alluminio, con la tecnica della fusione a staffa, e in bronzo, con la tecnica della fusione a cera persa, poste su basi in acciaio inox, in altezza variabile da due a cinque metri – tracciano un itinerario che sarà possibile esplorare muniti di smartphone, attivando tramite Qrcode una mappa interattiva ed esplicativa. All’origine della rilettura del mito del gemelli semidivini c’è l’intenzione di indagare i temi della dualità e della duplicità, “degli opposti che tendono all’Uno”. Per superare la dimensione duale, e inneggiare all’unità e alla fratellanza. A Porta Pinciana sono allestite Il Volo L’Attimo Fuggente,due opere verticali che dialogano tra di loro, rappresentando idealmente Polluce e Castore. Poi si prosegue lungovia Veneto, per scoprire la Sfera Quantica, Taurus, Cubo con Cubo, Fiore d’Oriente, Scorpius; e ancora il Doppio totem, che ricorda come le esperienze, positive o negative, possano far affiorare la parte più luminosa. Poi Cono Energia, Colonna Energia e Disco Orione. “Adornando una delle strade principali di Roma, le sculture astratte di Gianfranco Meggiato parlano del nostro tempo attraverso lo spazio che ci circonda”, sottolinea il curatore Ozerkov. “Portare questa grande mostra con 11 opere nel centro della Capitale”, spiega l’artista, “ci consente di riferirci alle radici di Roma Antica per trasmettere una visione di estrema attualità: come Castore e Polluce che erano fratelli diversi, l’uno mortale e l’altro divino, così anche noi, oggi, siamo invitati a riflettere sul valore di quello che ci appare diverso da noi stessi, per riconoscerlo come fonte di arricchimento per la comunità”.

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Redazione

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