Venticinque anni del MAC di Lissone. Tutte le novità e il programma espositivo del 2025
Ingresso gratuito, laboratori e visite guidate sono solo alcune delle iniziative che il museo d'arte contemporanea brianzolo intende realizzare per questo primo traguardo. Ne abbiamo parlato con il direttore Stefano Raimondi

Una nuova stagione di mostre ed eventi si apre al MAC di Lissone, in provincia di Monza e Brianza, all’insegna dei festeggiamenti per i primi venticinque anni del museo d’arte contemporanea. Un traguardo importante, arrivato a metà percorso del mandato triennale del direttore Stefano Raimondi che, a partire da luglio 2023, si è impegnato per rendere il polo uno dei principali centri culturali della Lombardia dedicati al contemporaneo.

Il programma di mostre 2025 del MAC di Lissone
La nuova stagione del Museo MAC di Lissone si apre il 29 marzo 2025 con A chi parlo quando parlo, la prima mostra in un’istituzione museale di Ismaele Nones (Trento, 1992) che approfondisce la condizione umana nell’era contemporanea. Da giugno a settembre, invece, il museo seguirà un duplice progetto: da un lato le nuove acquisizioni sostenute dal PAC2024 e Collezione 25, il riallestimento della collezione permanente.
Infine, a ottobre, si terrà Generativo. Premio Lissone 2025, uno dei principali appuntamenti del polo che quest’anno vedrà artisti italiani ed europei (selezionati da curatori e direttori di istituzioni internazionali) confrontarsi su tematiche socioculturali particolarmente rilevanti per il contemporaneo.

Intervista al direttore del MAC di Lissone Stefano Raimondi
In venticinque anni il MAC di Lissone è cresciuto, diventando uno dei principali centri culturali dedicati all’arte contemporanea della Lombardia. Quali sono gli obiettivi raggiunti a pieno in questo primo quarto di secolo?
Sicuramente l’apertura del MAC nel 2000 ha permesso di dare una casa adeguata e valorizzare quella che oggi è l’importante collezione permanente: parliamo di un corpus di opere dei più importanti pittori italiani ed europei, come Vedova, Dorazio, Appel, Tàpies, Perilli, Schifano, Werner, che nel dopoguerra hanno partecipato allo storico Premio Lissone (1946-1967). Oggi il MAC è un museo con una identità e una programmazione molto precisa finalizzata al sostegno dell’arte italiana: con le mostre temporanee il museo sostiene gli artisti con la produzione di opere e la realizzazione di progetti articolati, che arrivano a occupare gli interi quattro piani dell’edificio. Si tratta, come nel caso di Alice Ronchi o della prossima mostra di Ismaele Nones, di artisti che hanno per la prima volta la possibilità di confrontarsi con uno spazio museale e con progetti di vasta scala.
A queste mostre si aggiungono, alternandosi annualmente, il Premio Lissone Design, radicalmente rivisto con la realizzazione di opere permanenti nella piazza del museo, e il Premio Lissone Pittura.
Progetti per i prossimi anni?
Per il futuro abbiamo individuato diversi obiettivi, tra cui un sito dedicato – ora il MAC è una sottovoce nel sito web del Comune –, lo sviluppo dei pubblici (in particolare le scuole e il territorio limitrofo), l’ampliamento dei depositi per la collezione in costante crescita e la completa catalogazione digitale della raccolta.
Un rafforzamento del polo museale che passa anche attraverso ripristini strutturali e nuove identità visive…
A quasi metà percorso del mio mandato triennale questo rafforzamento dell’identità, del posizionamento e della proposta artistica del museo sono i risultati più importanti. Grazie al grande lavoro dell’amministrazione comunale siamo poi riusciti a ripristinare la bellezza della struttura architettonica del museo, basata sulla luce naturale, con ampie vetrate e feritoie che erano state completamente oscurate e chiuse. Mi piace definire il MAC come un “Museo di Luce”. Abbiamo anche dotato il museo di una nuova identità visiva, realizzata da Studio Temp, creato collaborazioni con MiArt e la Milano Art Week, strutturato un programma educativo articolato per le scuole e le famiglie, introdotto l’orario continuato nel weekend, e iniziato a digitalizzare la collezione permanente grazie a Regione Lombardia.
Venticinque anni del Museo MAC di Lissone
Quali novità riserverà questo anno di festeggiamenti?
Nell’idea di un museo il più possibile accessibile e centro della vita culturale della comunità abbiamo deciso per i venticinque anni di avere la gratuità dell’ingresso al museo, delle visite guidate durante i weekend e dei laboratori per le scuole. Mi piacerebbe realizzare, a fine anno, una grande festa al museo, in concomitanza con il prossimo Premio Lissone pittura, il primo del mio mandato, che mi piacerebbe portasse in città alcuni importanti protagonisti della scena italiana e internazionale, anche se per farlo è importante reperire risorse straordinarie.
L’ingresso in AMACI, l’Associazione che riunisce i più importanti musei d’arte contemporanea in Italia, segna il futuro del Museo. Quali scenari si preannunciano con questa partecipazione?
L’ingresso in AMACI è stato fortemente voluto, dato che l’Associazione svolge un lavoro straordinario nel promuovere l’arte contemporanea in Italia con diverse importanti iniziative (la più nota è la Giornata del Contemporaneo) e convegni. Allo stesso modo offre un tavolo di lavoro altamente professionale per condividere pratiche e idee e riflessioni. Una visione sul presente e il futuro dei musei e dell’arte contemporanea che sarà fondamentale per il MAC.
Valentina Muzi
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