Sensi e significati: l’installazione immersiva di Maurizio Nannucci a Bologna

Luce, colore, suono, ma soprattutto la parola: questi sono gli strumenti con cui Maurizio Nannucci avvolge lo spettatore nel suo immaginario. L’esperienza dell’arte totale è arrivata anche a Bologna, alla Galleria Enrico Astuni

L’arte immersiva, da sempre al centro della ricerca di Maurizio Nannucci (Firenze, 1939), prende forma nell’installazione site-specific Roteation, allestita negli spazi della Galleria Enrico Astuni a Bologna.

Maurizio Nannucci: parole come mezzo, parole come simbolo

A partire dagli Anni Sessanta, la ricerca artistica di Maurizio Nannucci intreccia suono, luce e colore con la parola, restituendole un significato simbolico. Oggi l’artista continua a operare in una fase favorevole di incredibile giovinezza creativa e lucidità intellettuale. Le sue opere offrono allo spettatore un’esperienza sinestetica equilibrata e coinvolgente. Anche in Roteation, l’installazione si compone di cinque neon colorati in lenta rotazione a 360 gradi, accompagnati da una composizione sonora realizzata in collaborazione con Filippo Panichi e Maurizio Della Nave. Il suono onirico, frutto di un’elaborazione algoritmica, amplifica l’idea della parola scritta che si estende oltre il suo significato immediato.

Le opere di Maurizio Nannucci alla Galleria Enrico Astuni

“Whenever art displaces common expectations”, recita una delle opere in neon rosso. Il termine whenever (ogniqualvolta) apre a un contesto più ampio, lasciando intuire sia una premessa che una possibile conclusione. È una parola che genera attesa: cosa accade quando l’arte sovverte le aspettative comuni? Il titolo stesso della mostra gioca sulla fusione tra rotation (rotazione) e rote (ripetizione meccanica). La reiterazione di movimenti, parole e concetti è concepita per innescare una ricerca spontanea e fluida di significati.

Maurizio Nannucci e la coreografia dei sensi

Roteation pone delle domande simboliche sul significato degli elementi chiave dell’arte di Nannucci: sulle parole, sul colore, sulla luce, sul suono, nonché sull’arte in generale. Lo spettatore segue la lenta danza cromatica di questi concetti, cercando una comprensione più nitida che, a ogni passo, si rivela in un contesto spaziale mutevole. Il suono che avvolge la galleria accompagna questa coreografia quasi meditativa, amplificando l’esperienza sensoriale. Con quest’opera, Maurizio Nannucci risveglia i sensi e invita la mente dello spettatore a una riflessione fenomenologica sull’esperienza dell’arte.

Valeria Radkevych

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Valeria Radkevych

Valeria Radkevych

Valeria Radkevych (1995, Lugansk, Ucraina) è una curatrice e ricercatrice indipendente. Ha conseguito una laurea magistrale in arti visive con doppio titolo, condiviso tra l'Università di Bologna e la Paris 1 – Panthéon Sorbonne. La sua ricerca, avviata con la…

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