Milano e i 100 anni dalla nascita di Robert Rauschenberg: tutti gli eventi dedicati in città
Da miart alle Gallerie d’Italia e da BiM al Museo del Novecento Milano celebra la portata dell’artista e pittore statunitense che sfidò con le sue opere le classificazioni convenzionali della storia dell’arte

Dichiarava di voler lavorare “nel vuoto, tra arte e vita” Robert Rauschenberg (Port Arthur, 1925 – Captiva Island, 2008), artista e pittore statunitense che con le sue opere sfidò le classificazioni convenzionali della storia dell’arte. Dalla Pop Art al New Dada, infatti, Rauschenberg combinava espressionismo astratto, objet trouvé e ready made con immagini mediatiche e performance e la sua portata fu tale tanto da essere considerato uno degli artisti più influenti del XX Secolo. Centrali nel percorso artistico e di vita le figure di John Cage e Merce Cunningham, conosciuti durante gli studi al Black Mountain College in Carolina del Nord, che influenzeranno profondamente la sua ricerca. Concettuale e performativa, l’arte di Robert Rauschenberg mirava a ridurre la distanza tra opera e vita quotidiana, anche, e soprattutto, per il suo impegno politico e sociale. E mentre la Robert Rauschenberg Foundation sta promuovendo in occasione dei 100 anni dalla nascita dell’artista mostre ed eventi in tutto il mondo – da New York a Monaco e da Colonia a Madrid – anche Milano partecipa alle celebrazioni con una serie di iniziative tra le Gallerie d’Italia, il Museo del Novecento, BiM e la stessa fiera d’arte moderna e contemporanea miart (dal 4 al 6 aprile 2025 presso l’Allianz MiCo). Al centro la pratica transdisciplinare e collaborativa dell’artista.
miart 2025: “among friends”

È un tributo ai principi fondamentali dell’opera di Rauschenberg la 29esima edizione di miart, la fiera d’arte moderna e contemporanea di Milano. Nicola Ricciardi, direttore per il quinto anno consecutivo della rassegna, ha infatti scelto di celebrare l’artista intitolando il tema del 2025 among friends, con chiaro riferimento all’omonima retrospettiva dedicata a Rauschenberg nel 2017 al MoMA di New York. L’invito da parte di Ricciardi, dunque, è quello di aprirsi all’interdisciplinarietà e alla collaborazione, promuovendo connessioni tra gallerie, artisti e istituzioni di tutto il mondo.
Gallerie d’Italia

Sono Scripture del 1974 e Gulf e Clearing del 1969 a essere eccezionalmente esposte – da venerdì 4 a domenica 6 aprile – presso il caveau delle Gallerie d’Italia in occasione dell’edizione 2025 di miart. Le tre opere, inoltre, fanno da richiamo a un altro capolavoro di Rauschenberg, Blue exit del 1961, presentato in fiera con un progetto a cura di Luca Massimo Barbero, curatore associato delle collezioni d’arte moderna e contemporanea di Intesa Sanpaolo.
Museo del Novecento: “Rauschenberg e il Novecento”

È una selezione di otto opere realizzate da Rauschenberg tra gli Anni Settanta e Ottanta il nucleo di Rauschenberg e il Novecento, la mostra presentata dal Museo del Novecento in occasione del centenario dalla nascita dell’artista. A cura di Nicola Ricciardi e con la consulenza della Robert Rauschenberg Foundation, l’esposizione – al pubblico dal 4 aprile al 29 giugno 2025 – costruisce un ponte tra le opere di quest’ultimo e alcuni dei più significativi lavori del museo, intrecciando la visione sperimentale del maestro e i rinnovati spazi delle collezioni permanenti.
BiM – dove Milano incontra Bicocca

Doppia celebrazione invece a BiM – il progetto di rigenerazione urbana al centro del quartiere Bicocca – che dal 2 aprile 2025 apre al pubblico gli spazi completamente rinnovati dell’edificio Pirelli 10 con le mostre Open Score(fino al 27 aprile), a cura di Nicola Ricciardi e realizzata dal laboratorio di Progettazione fondato da Andrea Cassi e Michele Versaci EX, e Le luci e gli amanti (fino all’8 maggio), curata da Davide Giannella e allestita dal collettivo di progettazione e produzione creativa SPECIFIC, formato da Patrick Tuttofuoco, Nic Bello, Alessandra Pallotta, Andrea Sala e Stefano D’Amelio. Entrambe ispirate al lavoro di Rauschenberg, le due esposizioni riflettono sul valore dell’arte come processo collettivo, in grado di realizzare veri e propri sodalizi artistici e non solo.
Caterina Angelucci
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