Vincenzo Santarcangelo

Vincenzo Santarcangelo insegna al Politecnico di Torino e allo IED di Milano. Membro del gruppo di ricerca LabOnt (Università di Torino), si occupa di estetica e di filosofia della percezione. È direttore artistico della rassegna musicale “Dal Segno al Suono”, presso il MUSMA - Museo della Scultura Contemporanea (Matera). È autore di “Have Your Trip. La musica di Fausto Romitelli” (Milano 2014) e curatore delle edizioni italiane de “L’approccio ecologico alla percezione visiva” di James J. Gibson (Milano 2014) e “Il museo immaginario delle opere musicali” di Lydia Goehr (Milano 2016). Scrive per La Lettura (Corriere della Sera), Artribune e il Tascabile Treccani.

Duplice evento a Milano: all’HangarBicocca e all’Ex Cinema Aramis, vanno in scena la leggenda della computer music Curtis Roads e il set del produttore Donato…

Musica e architettura si incontrano nella ricerca di Tiziano Milani, che stavolta guarda all’opera dell’“artista e scienziato” Jorrit Tornquist.

Terza edizione del festival costituito da pratiche performative, proiezioni, talk e performance-lecture, dj set e…

Non solo riproduttori di musica, ma anche strumenti per comporre, gli smartphone stanno attirando l’interesse degli addetti ai lavori in campo sonoro.

Quali caratteristiche accompagnano l’improvvisazione libera? E cosa c’entra Ennio Morricone con la free music?

La Capitale della Cultura 2019 ha ospitato, dall’1 al 6 dicembre, nei suggestivi spazi dell’Auditorium…

Era scritto che dovesse capitare, prima o poi. Non si chiama forse Ninos du Brasil uno dei progetti musicali di Nico Vascellari? E allora ecco…

Suono, colori, luci e corpi si mescolano nella poetica di Luigi Dallapiccola, compositore novecentesco formatosi sull’esempio della musica dodecafonica di Arnold Schönberg. E protagonista del…

L’opera cardine di Enore Zaffiri rivive su Mazagran in versione digitale. Sottolineando l’importanza dell’istante nella…

Settore solo in apparenza immutabile, quello della musica classica è un mondo che può riservare sorprese. Specie se a prendere la parola è un’etichetta discografica…

Perché nei consumi di massa gli occhi sono progressisti e le orecchie passatiste? Perché Rothko lo apprezzano quasi tutti mentre Stockhausen lo ascoltano in quattro…