Alfredo Da Venezia – Barrikea

Informazioni Evento

Luogo
SPAZIO SERRA
Passante Lancetti, Milano, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
09/03/2025

ore 18

Artisti
Alfredo Da Venezia
Generi
arte contemporanea, personale

BARRIKEA è il titolo della mostra di Alfredo Da Venezia, parte di IRA GENERANS, la stagione espositiva che esplora la rabbia come risposta necessaria e naturale a ingiustizie e oppressioni, siano esse sociali o personali.

Comunicato stampa

BARRIKEA è il titolo della mostra di Alfredo Da Venezia, parte di IRA GENERANS, la stagione espositiva che esplora la rabbia come risposta necessaria e naturale a ingiustizie e oppressioni, siano esse sociali o personali. Intesa come motore di trasformazione e cambiamento, la rabbia diventa il fulcro di una riflessione collettiva che coinvolge artist* e collettivi, chiamat* a legittimarsi attraverso la propria pratica artistica.

Alfredo Da Venezia utilizza le metodologie e linee di pensiero del design e dell’architettura come operazioni artistiche, definendosi un “militante del design, simpatizzate dell’architettura”. Dal 2016 lavora con la modellazione digitale e stampa 3D, con cui crea opere d'arte che spaziano da modelli in plastica, alla sua riproduzione fotografica digitale e all'elaborazione di esemplari gonfiabili per varie mostre ed opere curatoriali, esposte con successo in tutto il mondo. A spazioSERRA presenta BARRIKEA, un’opera composta da prodotti commerciali, che mira a criticare il consumismo e l'omogeneizzazione, evidenziando come i simboli di protesta possano perdere il loro significato originale quando vengono incorporati nel sistema che mirano a sfidare.

BARRIKEA esplora la rabbia come motore di resistenza e trasformazione tramite la contraddizione dei suoi componenti: gli oggetti di design domestico vengono riconvertiti in barricate, denunciando così un capitalismo capace di inglobare perfino i simboli della ribellione. Questa mutazione svela la vulnerabilità dell’opposizione, la protesta viene assimilata e neutralizzata dal mercato. La rabbia quindi diventa motore strategico. Da Venezia costruisce l’opera a partire da metodologie di design ben definite, trasformando l’ira in struttura, messaggio e oggetto di confronto, uno spazio di protezione per riorganizzarsi e immaginare altre possibilità. Slogan tridimensionali si ergono come cartelli di protesta retroilluminati, dichiarazioni ardenti di rabbia e sfida, si oppongono frontalmente alla violenza strutturale del neoliberismo. Le parole illuminate creano un’esperienza immersiva, avvolgendo lo spettatore in un luogo in cui la resistenza e l’indignazione si rivelano risposte necessarie e legittime all’oppressione. Al termine dell’esposizione, Da Venezia auspica che l’opera continui a creare connessioni, donando le sedie dell’installazione a un’istituzione senza scopo di lucro. Questo gesto simbolico interrompe la logica consumistica, restituendo alla comunità un elemento che inizialmente era stato legato ad un segno di protesta. È un’esortazione a concepire alternative concrete e a contrastare le dinamiche del potere capitalista.