Andrea Fais / Alberto Timossi – Tout se transforme

Informazioni Evento

Luogo
SARACENO ART GALLERY
Via di Monserrato 40 , Roma, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

dal martedì al venerdì 15.30 - 19.30
Sabato 11.00 | 13.00 - 15.00 - 19.00

Vernissage
13/03/2025

ore 18

Artisti
Alberto Timossi, Andrea Fais
Generi
arte contemporanea, doppia personale

Un’indagine sull’astrazione, la nobilitazione e la condizione umana.

Comunicato stampa

Tout se trasforme è una mostra che esplora la profonda connessione tra la materia, le sue evoluzioni e l'astrazione, mettendo in evidenza le capacità demiurgiche di due artisti, Andrea Fais (Milano, 2001) e Alberto Timossi (Napoli, 1965) che, attraverso il loro lavoro, ci invitano a riflettere sull’idea di trasformazione come un atto di re-invenzione che attraversa la condizione umana e il nostro rapporto con la materia e gli oggetti che ci circondano.
Entrambi gli artisti, pur utilizzando materiali e approcci distinti, indagano il valore estetico e simbolico della materia, ricercando una nuova forma di bellezza, capace di emergere dalle pieghe del quotidiano creando dei cortocircuiti visivi che regalano suggestioni e spunti di riflessione fondamentalmente riconducibili a come, oggi, possiamo trasformare ciò che ci appare ordinario in
qualcosa che ci restituisca una nuova visione della realtà.
Andrea Fais nei lavori esposti in mostra, utilizza prevalentemente lastre di metallo arrugginite come base della sua creazione. La ruggine, simbolo di decadimento e corruzione, rappresenta lo stato naturale di ogni cosa sottoposta al passare del tempo, ma l’artista interviene su questa superficie con lucidature d'oro e d’argento, conferendo loro una nuova brillante vita, trasformando l’usura e la corruzione del tempo in splendenti trame di pizzi e ricami.
Nascono così opere come ‘Brillare prima di sparire’ e ‘Sparito’: lastre dove lo spettatore riconosce immediatamente il materiale arrugginito come qualcosa che sta decadendo, ma allo stesso tempo vede la trasformazione in atto con la lucentezza dei metalli nobili che riaccendono la superficie. Il messaggio che l'artista vuole trasmettere è profondo: come può qualcosa che sta per scomparire, che è destinato a deperire, tornare a brillare? Questa domanda sfida la visione tradizionale che lega la bellezza alla perfezione e alla durabilità. Il suo lavoro ci indica che anche nel deterioramento può esserci una sorta di riscatto, un atto di trasformazione che va oltre la semplice conservazione del materiale. L'oro e l'argento, inseriti in un contesto di corruzione e deperimento, diventano metafore di una bellezza che non è più un’aspirazione al “perfetto”, ma una rinascita, una ricerca di valore anche in ciò che si sta consumando.
Alberto Timossi, invece, nei suoi ‘Contraccolpi’ lavora con due materiali che, pur appartenendo a mondi apparentemente distanti, entrano in un dialogo profondo sotto le sue mani: il PVC e il marmo. Il PVC, un materiale artificiale, plastico e malleabile, viene riscaldato e su di esso viene posato un blocco di marmo, il più nobile dei materiali che la natura ci ha donato.
Il marmo, simbolo di classicismo e solidità, posto sul PVC riscaldato crea delle pieghe in cui si imprime l’energia del movimento e così nasce l’opera ancora una volta astratta che ancora una volta regala un cortocircuito visivo dove due forme contrapposte - parallelepipedo e cilindro - si fondono in un unicum creando un dialogo tra la durezza e la fragilità, tra la staticità e il dinamismo e suggerendo che ogni materiale, indipendentemente dalla sua provenienza e qualità, possiede un potenziale nascosto di trasformazione.
Le forme geometriche che nascono dall’incontro tra PVC e marmo sono astratte e affascinano per la loro capacità di superare le convenzioni. Qui la bellezza non è nell’imposizione di una forma predefinita, ma nella sua creazione attraverso un incontro di forze contrastanti.
L’uso di materiali così diversi – metalli nobili e plastica, metalli corrosi e nichel – stimola una riflessione sulla capacità di rinnovamento e di crescita che risiede in ogni oggetto, in ogni materia,
e, infine, in noi stessi.
La mostra non solo mette in discussione i concetti tradizionali di bellezza e valore, ma invita anche a esplorare il potenziale nascosto che si cela dietro ogni oggetto. In un mondo che sembra sempre più frenetico e privo di spazio per la riflessione, i lavori di questi due artisti offrono l’opportunità di fermarsi, osservare e riflettere sulle potenzialità che il processo di trasformazione propone sia nei materiali, sia nella nostra percezione del mondo offrendoci un immaginario alternativo.