David Dolcini – Le forme del tempo

Volumnia è lieta di annunciare Le forme del tempo, il progetto espositivo del designer David Dolcini a cura di Marco Sammicheli che giunge al secondo atto.
Comunicato stampa
Volumnia è lieta di annunciare Le forme del tempo, il progetto espositivo del designer David Dolcini a cura di Marco Sammicheli che giunge al secondo atto. Il primo, di natura installativa, si è svolto a dicembre con un’intervento sul sagrato della chiesa, sede della galleria, nel dicembre 2024. Dal 29 marzo si apre la mostra negli spazi monumentali di Volumnia fino al 24 maggio.
Enrica De Micheli ha scelto David Dolcini per la programmazione negli spazi della galleria a Piacenza. Il designer presenta un’evoluzione della ricerca sulle forme e gli archetipi iniziato da qualche anno e chiamato Timemade.
Fatto, modellato, scolpito dal tempo; assorbito, adattato, immerso nello spazio che l’uomo abita – così Dolcini crea una serie d’oggetti dalla forte presenza scultorea e dalla sussurrata trazione poetica per favorire nell’osservatore una pressione emotiva, per scatenarne una reazione di carattere, per suscitare un sentimento di attaccamento.
Dolcini ha preparato un campionario di pensieri plastici che raggruppa in famiglie (gli innesti, le sovrapposizioni, i tralci, i conversi) e allestisce in un percorso in scia con la monumentalità degli spazi della galleria, a partire dal sagrato per offrirsi alla comunità cittadina.
Il mestiere del designer è sottoposto al vincolo della funzione: accoglie requisiti, segue regole, accompagna comportamenti. Questo ultimo aspetto però apre lo spettro dei doveri professionali a imprevedibili valutazioni. Tra di esse ci sono la sfera del sentimento e le volontà irrazionali: si tratta del principio consolatorio che gli oggetti esercitano sulle persone.
David Dolcini ha indagato questa terra di mezzo trovandoci non solo una palestra espressiva ma anche le basi per costruire una relazione con l’osservatore.
La riflessione che David Dolcini ha intrapreso a partire dal 2019 coinvolge il lavoro stesso del designer, affondando le radici non solo delle sue origini personali nella provincia piacentina, ma anche del mestiere stesso. Attraverso azioni pubbliche ma, ben prima, nella quiete dell'atelier, il designer ha condotto una serie di sperimentazioni, complessi esercizi formali dedicati alla lavorazione del legno e al suo gesto scultoreo.