Il campo espanso / Jacopo Miliani / Francesco Cavaliere

Mostre di primavera a Palazzo Collicola. Il programma prevede tre progetti espositivi, allestiti in diversi spazi del museo.
Comunicato stampa
Il programma prevede tre progetti espositivi, allestiti in diversi spazi del museo:
Il campo espanso. Arte e agricoltura in Italia dagli anni Sessanta a oggi, mostra collettiva a cura di Simone Ciglia, che presenta una serie di pratiche all’intersezione tra arte contemporanea e ruralità in Italia, partendo da uno sguardo sulla storia recente per ripercorrere alcune linee fondamentali di ricerca dal secondo Novecento.
Abeceda, mostra di Jacopo Miliani a cura di Maria Paola Zedda, con una selezione di opere realizzate dall’artista tra il 2014 e il 2015 e ora acquisite dal Museo, focalizzate sulla relazione tra fotografia, performance e linguaggio verbale. Il progetto è il frutto dell’aggiudicazione da parte dei Musei Civici di Spoleto dell’avviso pubblico PAC2024 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
L'agenda delle formiche, mostra di Francesco Cavaliere, che offre una panoramica sull'eclettica produzione dell'artista, articolata in un linguaggio espressivo multiforme che include scultura e performance, entrambe caratterizzate da una spiccata componente orale e affabulatoria.
PALAZZO COLLICOLA
APERTURA DELLE MOSTRE DI PRIMAVERA
Inaugurazione domenica 23 marzo 2025, ore 11.30
Palazzo Collicola, piazza Collicola 1, Spoleto
Il campo espanso. Arte e agricoltura in Italia dagli anni Sessanta a oggi, mostra collettiva a cura di Simone Ciglia con opere di Stefano Arienti, Massimo Bartolini, Gianfranco Baruchello, Riccardo Baruzzi, Elisabetta Benassi, Joseph Beuys, Alighiero Boetti, Claudio Costa,
Enzo Cucchi, Luca Francesconi, Mario Giacomelli, Leoncillo, Marzia Migliora, Elisa Montessori, Luigi Ontani, Pino Pascali, Luca Maria Patella, Diego Perrone, Armando Pizzinato, Moira Ricci, Lorenzo Scotto di Luzio, Bruno Toscano e con la partecipazione delle residenze
Interferenze / Liminaria; Pollinaria con Futurefarmers e Daniela d’Arielli; RAVE con Adrian Paci, Regina José Galindo; e dell’azienda Agricola Due Leoni con Carlo Angelini, Marina Apollonio, Dennis Balk, Alan Belcher, Guillaume Bijl, Nicolas Boulard, Francesco Ciavaglioli, Jeremy Deller, Mark Dion, Ryan Gander, KAWS, Peter Kogler, Joseph Kosuth, Richard Merkle, Jonathan Monk, Emilio Prini, Vladimir Radunsky, Steve Reinke, David Shrigley, Diana Thater, Cosima von Bonin, Heimo Zobernig, e delle Fondazioni: Fondazione La Raia con Teresa Giannico; Parco Arte Vivente (PAV) con Regina José Galindo, Fernando García-Dory, Piero Gilardi, Ugo La Pietra, Petr Štembera, Wurmkos; No Man’s Land con Jean-Baptiste Decavèle e Yona Friedman
Abeceda, mostra personale di Jacopo Miliani a cura di Maria Paola Zedda
L'agenda delle formiche, mostra e performance di Francesco Cavaliere a cura di Saverio Verini
Comunicato stampa
Domenica 23 marzo 2025, a partire dalle ore 11.30, è in programma l’inaugurazione delle nuove mostre a Palazzo Collicola, a Spoleto. Il ciclo, che durerà per tutta la stagione primaverile, fino agli inizi di giugno 2025, include tre nuovi progetti espositivi: una mostra collettiva dal titolo Il campo espanso, a cura di Simone Ciglia; una mostra personale di Jacopo Miliani dal titolo Abeceda, a cura di Maria Paola Zedda; una mostra personale, accompagnata da una performance, di Francesco Cavaliere, a cura di Saverio Verini. Con questa serie di appuntamenti, Palazzo Collicola entra così nel vivo del venticinquesimo anno dalla sua apertura: un traguardo che sarà celebrato per tutto il 2025 con un ricco programma di iniziative.
Il piano terra del museo ospiterà la mostra collettiva Il campo espanso. Arte e agricoltura in Italia dagli anni Sessanta a oggi, a cura di Simone Ciglia. Il progetto espositivo, che vede la partecipazione di oltre trenta artisti, si propone di esplorare il territorio artistico all’intersezione tra arte contemporanea e ruralità in Italia, partendo da uno sguardo sulla storia recente per ripercorrere alcune linee fondamentali di ricerca dal secondo Novecento.
Il processo di allargamento delle frontiere artistiche che ha segnato il XX secolo ha prodotto un “campo espanso” (secondo la definizione della studiosa Rosalind Krauss) aperto a idee, pratiche ed esperienze ritenute in precedenza estranee alla sfera artistica. Ai confini con i territori della natura, del paesaggio, dell’alimentazione e dell’ecologia, l’agricoltura è assunta come materia d’investigazione artistica in senso nuovo. Da soggetto paesaggistico a motivo di genere, da riflesso del rapporto uomo-natura a spazio di rivendicazione socio-politiche, a partire dagli anni Sessanta del Novecento la ruralità acquista nell’ambito dell’arte declinazioni sempre più complesse, entrando a far parte di un ecosistema articolato secondo direttrici diverse, ora legate all’immagine, ora al senso della storia e dell’identità, ora al fare e al vivere.
L’esposizione trova il motivo iniziale dalla constatazione di un ritorno del rurale nell’arte a cavallo del XXI secolo. Da un lato, questo ritorno prosegue alcuni orientamenti consolidati nella storia dell’arte, come i generi del paesaggio e del ritratto, nonché la rappresentazione del lavoro e l’indagine sul rapporto fra essere umano, ambiente e natura. Questi antecedenti storici sono documentati da una selezione di opere della collezione di Palazzo Collicola - Galleria d’Arte Moderna G. Carandente, che connettono materialmente la mostra al patrimonio museale e del territorio. Dall’altro, intorno a questo “campo espanso” si è costituito recentemente un sistema che sviluppa la pratica artistica attraverso il concorso di figure, spazi e istituzioni diverse: residenze artistiche, associazionismo culturale, aziende agricole, collettivi curatoriali e istituzioni museali. A questi aspetti – fra continuità e rinnovamento – sono dedicate le sezioni tematiche in cui si articola la mostra.
L’esposizione nasce da una ricerca condotta dal curatore e confluita nel libro Il campo espanso. Arte e agricoltura in Italia dagli anni Sessanta a oggi, pubblicato da CREA nel 2015. Gli artisti coinvolti, anche grazie a prestiti e collaborazioni con istituzioni quali la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, sono: Stefano Arienti, Massimo Bartolini, Riccardo Baruzzi, Elisabetta Benassi, Joseph Beuys, Alighiero Boetti, Claudio Costa, Enzo Cucchi, Mario Giacomelli, Luca Francesconi, Leoncillo, Marzia Migliora, Elisa Montessori, Luigi Ontani, Pino Pascali, Luca Maria Patella, Diego Perrone, Armando Pizzinato, Moira Ricci, Lorenzo Scotto di Luzio, Bruno Toscano. La mostra vede inoltre la partecipazione delle residenze Interferenze / Liminaria; Pollinaria con Futurefarmers e Daniela d’Arielli; RAVE con Adrian Paci, Regina José Galindo; e dell’azienda Agricola Due Leoni con Carlo Angelini, Marina Apollonio, Dennis Balk, Alan Belcher, Guillaume Bijl, Nicolas Boulard, Francesco Ciavaglioli, Jeremy Deller, Mark Dion, Ryan Gander, KAWS, Peter Kogler, Joseph Kosuth, Richard Merkle, Jonathan Monk, Emilio Prini, Vladimir Radunsky, Steve Reinke, David Shrigley, Diana Thater, Cosima von Bonin, Heimo Zobernig, e delle Fondazioni: Fondazione La Raia con Teresa Giannico; Parco Arte Vivente (PAV) con Regina José Galindo, Fernando García-Dory, Piero Gilardi, Ugo La Pietra, Petr Štembera, Wurmkos; No Man’s Land con Jean-Baptiste Decavèle e Yona Friedman.
Contributo fondamentale alla mostra è dato dall’azienda Monini, da sempre sensibile alle iniziative culturali promosse nel territorio spoletino. La mission dell’azienda, leader in Italia nel mercato dell’olio extra vergine di oliva e molto attenta e coinvolta con il Piano di Sostenibilità 2030 “a hand for the future” al settore dell’agricoltura e all’agroalimentare, trova una forte corrispondenza con il tema della mostra: per questo, Monini ha deciso di supportare il progetto espositivo, sostenendo così concretamente l’attività di Palazzo Collicola nei 25 anni dall’apertura del museo.
Al secondo piano sarà allestita Abeceda, mostra personale dell’artista Jacopo Miliani a cura di Maria Paola Zedda. L’esposizione è il frutto dell’aggiudicazione da parte dei Musei Civici di Spoleto dell’avviso pubblico PAC2024 – Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura per l’acquisizione, la produzione e la valorizzazione di opere dell’arte e della creatività contemporanee destinate al patrimonio pubblico italiano. La mostra propone una serie di lavori realizzati dall’artista tra il 2014 e il 2015 e ora acquisiti dal Museo. Il corpus di opere si situa al confine tra diverse discipline e metodologie espressive tra i quali emerge la relazione tra fotografia, performance e linguaggio verbale. Nella relazione tra queste componenti c’è una connessione con opere del passato della collezione di Palazzo Collicola, come quelle relative alla poesia visiva e all’arte concettuale italiana. Tra le opere acquisite c’è anche una performance ideata dall’artista dal titolo Linguaggio che verrà realizzata a Spoleto in occasione dell’opening grazie alla collaborazione con l’associazione culturale La MaMa Umbria International, con sede a Spoleto. A fianco del progetto espositivo, Abeceda prevede anche la realizzazione di una pubblicazione a carattere didattico-scientifico edita da ViaIndustriae Publishing e un workshop incentrato sulla costruzione del linguaggio e la relazione con il corpo, sempre in collaborazione con La MaMa Umbria International.
La Galleria del Piano Nobile di Palazzo Collicola, infine, vedrà la presenza delle opere di Francesco Cavaliere. La pratica dell’artista si articola attraverso un linguaggio espressivo multiforme, che include scultura, performance, interventi sonori.
L’agenda delle formiche, questo il titolo della mostra a cura di Saverio Verini, si concentra nella lunga Galleria del Piano Nobile, offrendo una panoramica sull’eclettica produzione di Cavaliere: presenze scultoree e opere di piccolo formato ruotano attorno a una grande scultura in ottone munita di due megafoni, che sarà attivata dall’artista attraverso una performance il giorno dell’inaugurazione (ore 15.00), un’azione che pone al centro la componente orale e affabulatoria, tipica del lavoro di Cavaliere.
Nell’arco del fine settimana tra sabato 22 e domenica 23 marzo si segnalano inoltre le Giornate di Primavera del FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano). Durante i due giorni dell’iniziativa, i volontari del FAI accompagneranno i visitatori in un affascinante percorso tra i resti del patrimonio industriale di Morgnano, frazione di Spoleto: un’opportunità che consentirà di esplorare in autonomia un’altra delle sedi dei Musei Civici di Spoleto, il Museo delle Miniere, scoprendo così un capitolo importante della storia industriale e per entrare in contatto con la memoria di chi ha vissuto e lavorato in questa realtà, in corrispondenza della Giornata della Memoria e dell’Identità Cittadina. Le Giornate di Primavera del FAI si terranno in tutta Italia e vedranno aperture straordinarie e visite guidate in 400 città alla scoperta di 750 luoghi di storia, arte e natura.
Inoltre, sempre nella giornata di domenica 23 marzo, a partire dalle ore 15.30, al museo di Palazzo Lucarini a Trevi inaugurerà la mostra Il diavolo mangia zuppa calda, che riunisce i lavori degli artisti invitati alla terza edizione di D3cam3ron3, residenza artistica ideata da Francesca Cornacchini: Pier Alfeo, Sveva Angeletti, Cristiano Carotti, Giorgio Di Noto, Gabriele Ermini, Andrea Mauti, Lorenzo Silvestri, Carlotta Valente. Curatori: Irene Angenica, Davide Lunerti. In concomitanza, nella chiesa di Palazzo Lucarini, inaugurerà anche il nuovo appuntamento della serie Boys don't cry, dal titolo Minima Carnascialia, con un'installazione di Giosuè Vendepane, a cura di Maurizio Coccia e Mario Consiglio. La scelta di inaugurare nello stesso giorno le mostre a Spoleto e Trevi, in due sedi poste a pochi chilometri di distanza, rappresenta la volontà di instaurare una collaborazione e una sinergia tra le istituzioni artistiche impegnate sul fronte della promozione dell’arte contemporanea in Umbria.
E sempre sul fronte dell’interazione tra operatori della scena artistica del territorio, si segnala a Foligno la mostra Unbound Architecture / Scomposizioni dell'architettura, pagine, progetti, strutture, utopie, allestita al CIAC Centro Italiano Arte Contemporanea, a Foligno: dieci sezioni tematiche mostrano progetti, disegni, poster, stampati, libri rari tra architettura e arte nell’arco temporale dell’ultimo secolo. Architettura e arte si esprimono con voci simultanee attraverso visioni, prospezioni, teorie e applicazioni di futuro.
“Con questa serie di mostre si inaugura la programmazione espositiva del 2025: un anno importante per Palazzo Collicola, visto che coincide con il venticinquesimo anno dalla sua apertura” – commenta il direttore dei Musei Civici di Spoleto, Saverio Verini. “L’intenzione è quella di proporre mostre di alto profilo, tra collettive e personali, che possano offrire uno sguardo sulle molteplici declinazioni dei linguaggi della contemporaneità e parlare così a pubblici diversi, grazie al coinvolgimento di artisti e curatori il cui lavoro è riconosciuto anche al di fuori dei confini nazionali”.
“Apriamo la stagione primaverile di Palazzo Collicola con tre progetti artistici che riteniamo possano
essere di grande interesse per il pubblico” – sono le parole del vicesindaco con delega alla
valorizzazione delle culture, Danilo Chiodetti. “Il lavoro attento e puntuale del direttore artistico dei
Musei Civici di Spoleto, Saverio Verini, ci consente di esplorare il mondo dell’arte contemporanea
attraverso tre declinazioni interpretative, tre contributi artistici di notevole valore: una mostra collettiva e due personali, accompagnate da performance. A 25 anni dalla nascita della Galleria d’Arte Moderna, frutto della volontà e dell’amore per Spoleto dell’indimenticato Giovanni Carandente, questo nuovo ciclo di mostre rappresenta un’ulteriore occasione per celebrarne il ricordo e rendere omaggio al suo inestimabile lavoro”.
Biografie
Jacopo Miliani (Firenze, 1979) è un artista la cui pratica indaga le connessioni tra linguaggio e corpo. I suoi progetti hanno coinvolto professionisti di varie discipline, tra cui lo scrittore Walter Siti, il regista Dario Argento e il produttore musicale Jean-Louis Hutha. Il suo lavoro è stato presentato in mostre personali e collettive in diverse gallerie e istituzioni tra cui: Museo MADRE, Napoli (2011), ICA, Londra (2015), Studio Dabbeni, Lugano (2010 e 2015), Kunsthalle Lissabon, Lisbona (2016), GAMeC, Bergamo (2019); Centro Luigi Pecci, Prato (2019), Palais de Tokyo, Parigi (2017), David Roberts Art Foundation, Londra (2017), Biennale del Sur e Biennale di Vilnius (2023), Fondazione Nicola Trussardi (2024). Nel 2021 ha vinto il bando Cantica 21 e un suo progetto è stato sovvenzionato dall’Italian Council. Sue opere sono nelle collezioni di importanti istituzioni come la GAM di Torino, il Centro Luigi Pecci di Prato e il museo MAGA di Gallarate, oltre a fondazioni e collezionisti privati.
Francesco Cavaliere (Piombino, 1980) è un artista visivo, scrittore e musicista. Il suo lavoro si sviluppa in un’attività polimorfa che mira nell’insieme a stimolare l’immaginazione, intraprendendo lunghi viaggi attraversati da creature e presenze effimere. Ha collaborato con GAM Torino, il Museo d’arte contemporanea Fondazione Serralves di Porto, il MANN di Napoli, Una Boccata d’arte, la Biennale di Liverpool, la Biennale d’Arte di Riga, il MAXXI Aquila, Les Urbaines di Lausanne, Palazzo delle Esposizioni di Roma, HAU Hebbel am Ufer di Berlino, Museet for Samtidskunst di Roskilde, Kunstmuseum di Lucerna, Xing di Bologna, INFRA festival di Tokyo, il BOZAR di Bruxelles, ISSUE Project Room di New York. Nel 2023 il suo progetto Abyssal Creatures è stato sostenuto dall italian Council. Le sue opere si trovano nelle collezioni del museo d'arte della città di Ravenna e in quella della GAM di Torino.
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Abeceda, mostra personale dell’artista Jacopo Miliani
Il progetto Abeceda di Jacopo Miliani è sostenuto dal PAC2024 - Piano per l’Arte Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura