Jack Sal – De/Portees
In De/Portees una videoproiezione multiscreen in memoria degli italiani deportati nel periodo nazifascista, l’artista statunitense Jack Sal usa come contenuti i luoghi geografici dei campi italiani impiegati per la detenzione, la prigionia e i punti di trasferimento ai campi di concentramento nazisti, dislocati sui territori occupati dai tedeschi.
Comunicato stampa
In De/Portees una videoproiezione multiscreen in memoria degli italiani deportati nel periodo nazifascista, l’artista statunitense Jack Sal usa come contenuti i luoghi geografici dei campi italiani impiegati per la detenzione, la prigionia e i punti di trasferimento ai campi di concentramento nazisti, dislocati sui territori occupati dai tedeschi.
Molti non sanno, infatti, che furono un centinaio i campi di raccolta per la deportazione sparsi su tutto il territorio italiano e che, pur non essendo campi di sterminio, la destinazione delle persone che vi transitavano era comunque Auschwitz. Questi “campi sotto casa” sono luoghi di cui si è perso il ricordo e che il progetto artistico De/Portees vuole restituire alla memoria collettiva sottolineando l’inattendibilità del mito popolare di un’Italia innocente dell’orrore della deportazione, costretta solo a collaborare con i suoi alleati tedeschi/nazisti. La notevole quantità dei campi italiani e di persone deportate e arrestate smentisce drasticamente l’idea della mancanza di responsabilità. Oltre al campo più conosciuto di Fossoli-Carpi, in Emilia Romagna, furono centinaia i luoghi, parte di una catena all’interno del meccanismo di rastrellare, arrestare e deportare cittadini italiani e non, e mandarli al loro destino.
n.1: una lista, creata graficamente con il computer, dei luoghi dei campi in tutto il territorio italiano, in cui viene usato un carattere di colore giallo su fondo nero.
n.2: una lista, creata graficamente con il computer, delle città e dei villaggi di provenienza dei deportati in tutto il territorio italiano, in cui viene usato un carattere di colore azzurro su fondo nero.
Video: un video delle pagine pubblicate con la lista dei deportati di tutto il territorio italiano, con una voce di sottofondo che legge in inglese un testo di Primo Levi.
Le proiezioni/video sono messe all’interno dello spazio espositivo per creare un certo “spostamento” e scoprire l’entità numerica di luoghi e persone direttamente toccate dalla deportazione.
Usando lo spazio, il senso d’orientamento dell’osservatore è collegato alle tre “immagini” di nomi, luoghi e del libro della lista, forzando l’associazione della deportazione con le sue radici in Italia.