Karin Andersen – New Citizens. Poetica e immaginario

Il titolo richiama la ricerca dell’artista, che crea un nuovo immaginario di relazioni uomo–animale, mettendo in discussione la visione antropocentrica del mondo.
Comunicato stampa
La Fondazione Dozza Città d'Arte è lieta di presentare la mostra monografica “NEW CITIZENS. Poetica e immaginario” dell’artista Karin Andersen, in programma dal 22 marzo al 18 maggio 2025 presso il Museo Rocca di Dozza. Il titolo richiama la ricerca dell’artista, che crea un nuovo immaginario di relazioni uomo–animale, mettendo in discussione la visione antropocentrica del mondo.
L’esposizione, a cura di Agnese Tonelli, si sviluppa in un percorso di oltre cento opere tra dipinti, disegni, sculture, immagini digitali, video e fotografie, grazie anche alla preziosa collaborazione con la Traffic Gallery di Bergamo – che inaugurò nel 2007 i suoi spazi proprio con l’artista tedesca – e che nel corso del tempo si è distinta nel panorama dell’arte per l’approccio dinamico, contemporaneo e creativo.
“Con questa mostra – afferma la curatrice Agnese Tonelli – si intende proseguire un più ampio progetto di promozione e conoscenza degli artisti del Muro Dipinto di Dozza, che hanno contribuito ad arricchire il patrimonio artistico-culturale del territorio e che attraverso le loro opere hanno formato nel tempo un’importante collezione di arte pubblica contemporanea. L’opera della Andersen, libera e svincolata dalla visione antropocentrica, permette di guardare il mondo con una nuova e diversa prospettiva generando un nuovo paesaggio estetico ed interiore”.
“Quest’anno – dichiara Lisa Emiliani, Presidente della Fondazione Dozza Città d’Arte – si terrà la XXX edizione della Biennale del Muro Dipinto e come Direttivo della Fondazione Dozza Città d’Arte, abbiamo voluto dedicare il programma espositivo della Rocca ad artisti che hanno partecipato alla Biennale in passate edizioni, le cui opere murarie hanno riscontrato negli anni un grande apprezzamento da parte dei visitatori del borgo storico di Dozza. Certamente una delle più amate è “Franz”, il grande gigante realizzato dall’artista Karin Andersen.”
Il percorso artistico di Karin Andersen si presenta come un’indagine sulla relazione tra l’uomo e il mondo animale, andando oltre la visione tradizionale. Le sue opere si ispirano al pensiero del filosofo Roberto Marchesini, che sottolinea l’interdipendenza tra specie e la necessità di una nuova sensibilità nei confronti dell’alterità animale. In questa prospettiva, le figure ibride create dall’artista non sono mostri né esseri alieni, ma simboli di un possibile futuro in cui la collaborazione e la coesistenza tra diverse forme di vita ridefiniscono il nostro modo di abitare il mondo.
Una sezione speciale della mostra sarà dedicata a "Franz", l’imponente murale che Karin Andersen ha realizzato nel 2011 in Piazza Zotti durante la XXIII Biennale del Muro Dipinto di Dozza, la cui direzione artistica era affidata a Fabiola Naldi. L’opera rappresenta una tappa fondamentale del dialogo tra Andersen e la comunità locale, segnando un momento di forte impatto visivo e concettuale. Nella sala dedicata al bozzetto dell’opera, sarà presente anche una preziosa testimonianza scritta dalla stessa artista.
L’evento inaugurale costituirà anche l’occasione per presentare al pubblico il libro “Critters”, un progetto autoprodotto da Cichinobrigante, realizzato da due curatori d’arte, Marcello Bertolla e Alessandro Mescoli, e interamente dedicato ai disegni di Andersen. Il titolo richiama la derivazione informale del termine inglese “creatures” usata per indicare organismi di ogni genere, recentemente adottata dalla filosofa Donna Haraway per evocare la continuità tra tutte le specie, compresa quella umana. Il libro, con un testo di Roberto Marchesini, avrà una prima tiratura di 100 esemplari, di cui 50 numerati e firmati, e 7 con un intervento originale da parte dell’artista.
Karin Andersen, nata a Burghausen (Germania) e diplomata all’Accademia di Belle Arti di Bologna, ha sviluppato un percorso artistico dal respiro internazionale, esponendo in sedi prestigiose, come l’Artists Space (New York), la GAM (Bologna) e l’Haus der Kunst (Monaco di Baviera). Insieme a Roberto Marchesini è autrice del libro “Animal Appeal, uno studio sul teriomorfismo” (Bologna, Perdisa/Hybris, 2003). Ha collaborato con importanti artisti come ad esempio Christian Rainer, Daniel Lee e Massimiliano Briarava. Dal 2023 fa parte del comitato scientifico del Centro Studi di Filosofia Postumanistica (Bologna).
“Franz – conclude l’artista Karin Andersen – mi ha aperto nuove prospettive: non solo per l’esperienza di operare a diversi metri di altezza sostenuta da un braccio meccanico, ma anche per la comunicazione che si è innescata con il luogo, il pubblico locale e quello in transito. Quando alcuni anni fa ho scoperto un articolo su Dozza con una foto di Franz sul giornale della mia cittadina d’origine tedesca, ho realizzato con stupore che lo si vede da lontano. Forse è una questione di orizzonti: possono estendersi, anche solo minimamente, grazie a iniziative come questa. Sono felice e riconoscente per l’opportunità ricevuta allora e per il suo imminente sequel.”
Con questa mostra, Andersen interpreta in modo originale il pensiero di Lewis Carroll: “Tutto in questo mondo è un ibrido, un miscuglio tra il possibile e l’impossibile, la realtà e l’assurdo”.