Nazzarena Poli Maramotti / Ennio Tamburi – Insight. Visione senza oggetto

Informazioni Evento

Luogo
ETWORKS STUDIO
Via dei Marsi 41, Roma, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

Giovedi e Venerdì, 16.00-19.00. Gli altri giorni su appuntamento

Vernissage
28/03/2025

ore 18

Artisti
Nazzarena Poli Maramotti, Ennio Tamburi
Curatori
Roberto Lacarbonara
Generi
arte contemporanea, doppia personale

Mostra Insight. Visione senza oggetto con le opere di Nazzarena Poli Maramotti ed Ennio Tamburi, a cura di Roberto Lacarbonara, nello spazio espositivo ETworks Studio.

Comunicato stampa

Venerdì 28 marzo 2025 alle ore 18:00 inaugura la mostra Insight. Visione senza oggetto con le opere di Nazzarena Poli Maramotti ed Ennio Tamburi, a cura di Roberto Lacarbonara, nello spazio espositivo ETworks Studio, via dei Marsi 41, Roma (quartiere San Lorenzo). Contestualmente, dalle 18 alle 20.30, nello spazio z2o Project, in via Baccio Pontelli 16, 1° piano, inaugura la mostra di Alessandro Sarra con un testo di Michele Tocca.

Tratto dal lessico della psicoanalisi, il termine “insight” assume una doppia valenza semantica, riferendosi tanto a una conoscenza logico-razionale (presa di coscienza, analisi, ponderazione) quanto a una forma intuitiva della cognizione (visione interna, intuizione). L’emergere di uno sguardo insolito e rivelativo sulle cose, l’assunzione di una prospettiva alterante sulla realtà, sono fattori che alimentano l’azione visiva e pittorica dei due artisti in mostra, accomunati dalla volontà di superare la figurazione, condurla verso esiti mentali, astrazioni, evocazioni.
Per la prima volta in mostra, le opere giovanili di Ennio Tamburi, risalenti alla metà degli anni Sessanta, riportano la firma “Ennio Pirani”, ricorrendo al cognome materno: soluzione che il giovane artista jesino adottava per evitare la confusione con il celeberrimo e “ingombrante” zio, Orfeo Tamburi. In queste gouaches, la presenza rarefatta del corpo, il progressivo disfacimento del soggetto, la fluidità del gesto pittorico e la soluzione spaziale affidata a macchie e geometrie liquide, testimoniano il breve e decisivo momento di maturazione dell’artista, anticipando la riduzione della componente figurale alle tracce minime, ai pochi segni, alle zone campite e ai puntini che diverranno elementi di una grammatica essenziale negli anni a venire. Opere che conservano l’impianto classico della ritrattistica, del nudo sdraiato o della natura morta, ma che sembrano condurre lo sguardo altrove, verso le tensioni interne al quadro, i movimenti, le energie, le relazioni cromatiche, gli opposti campi chiaroscurali che ritmano la dinamica spaziale.
Assumono l’aspetto di cancellazioni, rimozioni, abrasioni, le tele di Nazzarena Poli Maramotti, lavori in cui vagheggiano esperienze trasognate, percezioni incerte, quel che resta di un passato trascorso. È una visione che privilegia l’atmosferico, l’arioso, lasciando alla memoria e all’immaginazione soltanto alcuni indizi per inventare un cielo, un paesaggio, un corso d’acqua. Procedendo per apparizioni, ogni quadro è colto sul punto di disfarsi e ciò che emerge alla vista assume uno statuto dubbio: “sembra”, “appare”, “svanisce”, “affiora”: il linguaggio fatica a circoscrivere alcunché. E ora lo sguardo indugia sul dipinto senza il vincolo di un riconoscimento, cogliendo invece, all’improvviso, aspetti della realtà che sembravano invisibili, vedutismi di una natura colta nel modo più intimo e unitario. Sotto una nuova luce, dentro una nuova possibilità di esistere, il mondo si rivela per mezzo di lievi tonalismi, temperature emotive, stratificazioni cromatiche, serene dimenticanze figurali, generando una visione senza oggetto, un pensiero non pensato che muove dal di dentro e provoca uno stato d’animo.

Note biografiche
Nazzarena Poli Maramotti (Montecchio Emilia, 1987, vive e lavora a Cavriago, RE) si diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino, proseguendo poi gli studi presso l’Akademie der Bildenden Kunste di Norimberga. Tra le recenti mostre personali: La danse des faux pas. Un rituel, Galleria AplusB, Brescia, 2024-2025; Una fòla, z2o Sara Zanin Gallery, Roma, 2022-2023; Pratonera, Galleria AplusB, Brescia, 2021; L'altra notte, z2o Sara Zanin Gallery, Roma, 2019; Hidden in a short night Kunstverein Kohlenhof, Norimberga, 2019; Unterwasser Galleria AplusB, Brescia, 2018; DebütantInnen 2018, Ausstellungshalle, Akademie der Bildenden Kunste, Norimberga, 2018. Tra le recenti mostre collettive: Desiderio Atto II, Societe Interludio, Cambiano, 2024; Ri/nascimento, ME Vannucci, Pistoia, 2024; Pittura italiana oggi, Triennale, Milano, 2023; Medea, Antico Mercato di Ortigia, Siracusa, 2023; Keramikos, CAR Gallery, Bologna, 2023; Quadri come luoghi, Villa Presti, Ospitaletto, 2023; Wenn es regnet, ist mein Herz nackt, Circolo Gardena, Ortisei, 2023.

Ennio Tamburi (Jesi, 1936 – Roma 2018).
Avvia la sua attività artistica tra Roma e Parigi negli anni ’50, affiancando a lungo all’attività di pittore quella di scenografo e disegnatore per il cinema e il teatro (collabora, tra gli altri, con Luchino Visconti, Roman Polanski, Giorgio Strehler, Luca Ronconi). Espone in numerose mostre collettive e personali, tra cui: Biennale di Venezia, 1975; Galleria La Tartaruga, Roma 1976; Kunsthalle, Kôln e Düsseldorf 1977; Galleria Salomon, Parigi 1980; Temple University, Roma e Philadelphia 1990; The Blaxland Gallery, New South Wales, Sidney 1992; Kunsthaus Richterswil, Zurigo 1998; Gallerie Anton Meier, Ginevra 2003; Biblioteca Casanatense, Roma 2006; Lazertis Galerie, Zurigo 2007; Museo del Convento di San Giovanni, Müstair 2009; Fabriano Space, Milano 2008; Cimitero Acattolico, Roma 2018. Nel 2012 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma gli dedica una grande retrospettiva.