Peter Fend / Marina Xenofontos

Due nuove mostre della Fondazione Morra Greco. Uno dei progetti ha titolo Lavoro per Natura Vivente, non solo Capitali ed è dedicato all’artista americano Peter Fend, a cura di Massimiliano Scuderi. Il secondo progetto ha titolo Eternal, Returns e vede come protagonista l’artista cipriota Marina Xenofontos, a cura di Giulia Pollicita.
Comunicato stampa
Peter Fend alla Fondazione Morra Greco:
la geopolitica dell’arte
Dal 21 marzo al 24 maggio, un percorso tra immagini satellitari, mappe e modelli ecologici per ripensare il rapporto tra uomo e natura.
Napoli – La Fondazione Morra Greco è lieta di presentare Lavoro per Natura Vivente, non solo Capitali, il nuovo progetto espositivo dedicato all’artista americano Peter Fend, a cura di Massimiliano Scuderi. La mostra nasce dall’esperienza di due residenze artistiche che Fend ha svolto presso la Fondazione nel corso del 2024, durante le quali l’artista ha avuto l’opportunità di lavorare su nuove opere, sviluppando ricerche inedite in stretta connessione con il territorio locale.
Interagendo con il dinamico tessuto culturale di Napoli e della Campania, Fend ha consolidato il suo approccio interdisciplinare che intreccia arte, ecologia e geopolitica. L’esposizione – realizzata anche con il sostegno della Regione Campania – si propone quindi non solo come una raccolta di lavori, ma come una riflessione attiva su come l’arte possa trasformarsi in mezzo operativo per affrontare le sfide contemporanee, ambientali oltre che sociali.
Un’arte oltre il sistema dell’arte
Dal 1978, Peter Fend ridefinisce il ruolo dell’artista come agente di trasformazione e dell’arte come strumento di analisi e intervento concreto sulle questioni ambientali e geopolitiche. La sua pratica non si limita agli spazi espositivi, ma si estende all’ambito socio-politico, intrecciandosi con scienza, architettura ed economia per proporre soluzioni concrete alle emergenze ambientali.
Negli anni Ottanta, Fend co-fonda insieme ad altri artisti Ocean Earth, un’organizzazione concepita come strumento per implementare gli obiettivi del movimento artistico ambientale, che si serve di immagini satellitari per monitorare l’ambiente e individuare fonti di energia alternativa. Con un approccio radicale e interdisciplinare, Fend dimostra come l’arte possa essere non solo forma di rappresentazione, ma mezzo attivo per ripensare il rapporto tra uomo e natura. In particolare, il suo lavoro enfatizza un ritorno al mare e ai fiumi – elementi imprescindibili per la rinascita ecologica e sociale delle comunità.
Un progetto nato sul territorio
Nel 2024, la Fondazione Morra Greco ha accolto Fend in due residenze durante le quali l’artista ha sviluppato una serie di progetti in stretta connessione con il territorio campano. Durante il suo soggiorno ha esplorato il fiume Sarno e il Volturno, analizzandone le condizioni ambientali e confrontandosi con associazioni ed enti locali impegnati nella tutela delle risorse idriche.
Da questa indagine nascono le opere al centro di Lavoro per Natura Vivente, non solo Capitali, che combinano cartografia, immagini satellitari e materiali raccolti in loco. Il risultato è una pratica artistica che si configura come vero e proprio metodo di ricerca operativa sul territorio, evidenziando l’urgenza di adottare strategie sostenibili per la gestione delle risorse naturali.
Arte, ecologia e geopolitica
La mostra presenta una serie di installazioni, mappe e modelli di intervento ambientale attraverso i quali Peter Fend indaga il legame tra arte e sostenibilità. Ispirandosi al costruttivismo russo, all’arte concettuale americana e alle pratiche ecologiste di Joseph Beuys, l’artista propone una visione innovativa dell’uso delle risorse naturali, mirando alla creazione di economie autonome e alternative ai modelli capitalistici tradizionali.
Con Lavoro per Natura Vivente, non solo Capitali, la Fondazione Morra Greco offre una panoramica sulla pratica pionieristica di Peter Fend, un’arte che non si limita a rappresentare il mondo, ma diventa agente attivo di cambiamento, proponendo soluzioni visionarie e concrete per un futuro sostenibile.
Biografia dell’artista
Peter Fend, nato nel 1950 a Columbus, Ohio, è un artista e architetto americano noto per il suo approccio interdisciplinare che combina arte, ecologia e geopolitica. Nel suo lavoro, Fend sostiene con forza l’impegno dell’arte nella sfera pubblica, utilizzando la sua ricerca per proporre soluzioni a una serie di questioni ambientali e geopolitiche e re-immaginando un equilibrio tra il mondo sociale e quello naturale. Nel 1980, in collaborazione con diversi artisti, Fend ha fondato Ocean Earth Construction and Development Corporation, un collettivo artistico e azienda che esplora strategie di gestione territoriale e si serve di immagini satellitari per scopi ecologici e politici.
Il suo lavoro è stato esposto in occasioni significative come: la Biennale di Venezia (1993, 1995, 1997, 1999, 2003, 2005), Documenta a Kassel (1987, 1992), la Sharjah Biennial (Emirati Arabi, 2007), la Biennale di San Paolo (2001), quella di Liverpool (2004) e in numerose mostre presso istituzioni internazionali, tra cui Migros Museum für Gegenwartskunst, Zurigo (2020), Bard Hessel Museum, New York (2018), MUMOK, Vienna (2015), Galerie für Landschaftskunst, Amburgo (2007), Palais de Tokyo, Parigi (2004).
Fondazione Morra Greco
Fondazione Morra Greco promuove, sostiene e sviluppa la cultura contemporanea, valorizzando la visione di artisti internazionali e nazionali, emergenti e established. La Fondazione organizza, ospita e collabora a progetti a livello locale, nazionale e internazionale, tra cui EDI Global Forum, presentando un ricco programma multidisciplinare di attività espositive, culturali e didattiche che contribuiscono a consolidare la propria vocazione come luogo di creazione, progettazione e produzione della cultura contemporanea in tutte le sue forme. Dal 2008, diviene il primo esempio in Italia di fondazione di diritto misto, pubblico-privato, con l’adesione della Regione Campania al Consiglio di Amministrazione.
Ulteriori informazioni
http://www.fondazionemorragreco.com/
Progetto cofinanziato a valere sulle risorse del Piano Strategico Cultura e Turismo 2024/2025 - Progetto Global Forum Mostre d'arte contemporanea EDI 2024 della Regione Campania.
Eternal, Returns
Fondazione Morra Greco ospita la prima mostra personale istituzionale in Italia dell’artista Marina Xenofontos
Napoli – Fondazione Morra Greco è lieta di annunciare Eternal, Returns, la prima mostra personale istituzionale dell’artista cipriota Marina Xenofontos in Italia, che si terrà dal 21 marzo al 24 maggio 2025. Allestita nei saloni affrescati del XVIII secolo al primo piano di Palazzo Caracciolo di Avellino – sede della Fondazione – l’esposizione presenta opere meno recenti e produzioni nuove, realizzate appositamente per l’occasione.
Eternal, Returns richiama i molteplici strati – sovrapposti o nascosti da componenti architettoniche e decorative – degli spazi della Fondazione Morra Greco, facendoli interloquire con manifestazioni tangibili di concetti come tempo, storia e memoria. Questi temi riecheggiano tramite una poetica ben sedimentata, carica di ripetizioni e implicazioni ideologiche. Attraverso un linguaggio che integra luce, movimento e materia, Marina Xenofontos indaga l’esperienza sia concettuale che fisica di un archivio senza confini.
Il dialogo tra le sontuose decorazioni di Giacomo del Pò, che celebrano il potere nobiliare delle famiglie Caracciolo e Carafa, e le opere di Xenofontos – come Code of Construction (2024), un sistema modulare di mobili ispirato all’arredamento postcoloniale delle camere da letto cipriote – mette in scena un confronto tra la codificazione privata e pubblica della sfera personale, alludendo alla complessità familiare come forma di industrializzazione.
Attraverso interventi spaziali, Xenofontos rimuove dal contesto domestico oggetti vernacolari, per sottolinearne le implicazioni storiche, sociali e ideologiche. Suddetti simboli ed elementi diventano, così condensati, corpi vivi e carichi di molteplici significati, attivando letture alternative rispetto alle funzioni tradizionali associate a spazi e oggetti. Così, l’artista indaga la marginalizzazione delle storie private operata dalla narrazione storica “ufficiale” e, viceversa, il modo in cui il sociale finisce per riflettersi nell’individuale.
Le opere della serie Data Storage of a True Spectrum (2022) presentano in forma scultorea i fallimenti sistemici, servendosi di tecnologie obsolete come il CD-ROM, i cui frammenti privi di dati si trasformano in una macchina cinetica capace di riflettere spettri di luce solare. L’elemento luminoso è prevalente anche in Carousel, un archivio di tende provenienti dalle stanze che Xenofontos ha abitato dal 2001 a oggi, le cui superfici portano ancora traccia di finestre e architetture passate, segnate a loro volta dallo scorrere del tempo. In We Were Supposed to Have Fun (2011-in corso), il tempo si accumula in un film-archivio in continua espansione che attraversa ambienti culturali diversi – dalle case di piacere alle chiese, dalle lezioni di filosofia ai rave techno.
Sollevando il tema del recupero di oggetti dimenticati, Xenofontos ha assemblato e poi deturpato un puzzle raffigurante il castello di Neuschwanstein. Il crollo di questa fiaba sgualcita si cristallizza ulteriormente nel titolo dato all’opera: Over the Coop at Sunset, Multiple Scoliosis, and a Nest of Vicious Echinoderms and Propagandists, a Collection of Failed Memories Appeared Either Erupted by a Junction Box, or was Caused by Debris from the Classic Firework Show. It was too Beautiful to be Real, (2021). L’immagine fiabesca cela un’altra storia, un racconto di lavoro, potere e controllo a cui rimandano gli affreschi esposti nell’ultima sala della mostra, raffiguranti le terre e i possedimenti della famiglia Caracciolo.
Gli oggetti vernacolari rimodulati da Marina Xenofontos, carichi di significati multivoci, offrono scorci di vita quotidiana, intrecciando la dimensione favolistica con quella reale – e, di rimando, la realtà con l’immaginario.
Supportata dalla Regione Campania, dalla Fondazione Henry Moore, dal Vice Ministero della Cultura della Repubblica di Cipro e con il patrocinio dell’Ambasciata di Cipro a Roma, Eternal, Returns conferma ancora una volta l’impegno della Fondazione Morra Greco nel promuovere un confronto critico attraverso l’arte contemporanea.
Biografia dell’artista
Marina Xenofontos (1988, Limassol, Cipro) vive e lavora ad Atene, in Grecia.
Tra le mostre personali più recenti si ricordano View From Somewhere Near al Kunstverein di Amburgo (2024); Public Domain al Camden Art Centre di Londra (2023); In Practice allo SculptureCenter di New York (2023); Carousel all'AKWA IBOM di Atene (2022); I don't sleep, I dream al The Island Club di Limassol (2021).
È vincitrice del Frieze Emerging Artist Award 2022 e ha recentemente partecipato alla 15a Baltic Triennal in Lituania.
Fondazione Morra Greco
Fondazione Morra Greco promuove, sostiene e sviluppa la cultura contemporanea, valorizzando la visione di artisti internazionali e nazionali, emergenti e established. La Fondazione organizza, ospita e collabora a progetti a livello locale, nazionale e internazionale, tra cui EDI Global Forum, presentando un ricco programma multidisciplinare di attività espositive, culturali e didattiche che contribuiscono a consolidare la propria vocazione come luogo di creazione, progettazione e produzione della cultura contemporanea in tutte le sue forme.
Dal 2008, diviene il primo esempio in Italia di fondazione di diritto misto, pubblico-privato, con l’adesione della Regione Campania al Consiglio di Amministrazione.
Ulteriori informazioni
http://www.fondazionemorragreco.com/
Progetto cofinanziato a valere sulle risorse del Piano Strategico Cultura e Turismo 2024/2025 - Progetto Global Forum Mostre d'arte contemporanea EDI 2024 della Regione Campania.