Sadie Benning – Underwater

Informazioni Evento

Luogo
KAUFMANN REPETTO
Via Di Porta Tenaglia 7, Milano, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
27/02/2025

ore 18

Artisti
Sadie Benning
Generi
arte contemporanea, personale

Underwater, una serie di tredici nuovi dipinti di Sadie Benning, nati originariamente come disegni nel 2018.

Comunicato stampa

kaufmann repetto è lieta di presentare Underwater, una serie di tredici nuovi dipinti di Sadie Benning, nati originariamente come disegni nel 2018. “In quel periodo stavo riflettendo sul cambiamento climatico, in particolare sulle alluvioni, e sulla realtà destabilizzante delle strutture di potere neofasciste implementate da Trump durante il suo primo mandato.” Tracciando un parallelismo fra la deliberata negazione del cambiamento climatico e quella dell’esistenza transgender, Benning pone l’accento sull’impegno costante con cui l’estrema destra diffonde informazioni inattendibili su ciò che è “naturale” e ciò che invece non lo è.

Grazie a un processo innovativo che Benning ha perfezionato nel corso degli ultimi vent’anni, queste opere aggiungono complessità alle categorie della pittura, del disegno e della scultura, fondendole tra loro. Benning modella ogni opera a mano, creando una superficie che racchiude il gesto intimo con cui viene costruita.

In Underwater, le figure colorate disposte sulle pareti della galleria giustappongono il desiderio di connessione (il tempo trascorso in società e in solitudine, il gesto di fare un bagno o di bere una tazza di tè) e la linea onnipresente che divide in due il mondo della pittura: una linea di galleggiamento che si alza e si abbassa minacciosa attorno ai soggetti.

Immersi in acque di varia profondità e in blu di varie sfumature, i personaggi espressivi di queste opere sono rappresentati in un momento di riflessione, mentre si adattano a condizioni di vita sempre meno sostenibili, mentre cercano, ostinati, dei modi per muoversi e ambientarsi, come se fossero circondati da una forza sovrannaturale. Alcuni portano l’orologio, testimonianza di una percezione del tempo alterata dai disastri naturali e dalla distorsione dei ritmi stagionali che stanno prendendo il sopravvento sulla nostra quotidianità.

Nelle opere sono incorporati gioielli vintage ornamentali, oggetti permeati da storie personali, reliquie di un passato ancora vivo, accostato in modo inquietante alle figure stilizzate e costruite dall’artista. “Gli oggetti si sostituiscono alle persone che li hanno indossati, incarnano un corpo diverso e non soltanto la figura dipinta” spiega Benning. “Incorporare questi oggetti è un modo per dire che ciò che è stato definito irreale è invece reale, ovvero che il disumanizzato è umano.”

In una sala separata troviamo tre opere prive di colore, spettrali, che sembrano voler ricordare chi non c’è più, nonché il passato stesso: un orecchio in ascolto, un occhio che osserva le foto di un Queer Pride inserite in un medaglione, la fibbia di una cintura che riporta il nome “Doug”. Tre opere che ci attirano a sé e che mostrano l’impossibilità di sradicare l’anima.

Sadie Benning (Madison, 1973), vive e lavora a Brooklyn, NY. I suoi lavori sono stati esibiti a livello internazionale presso istituzioni come: Wexner Center for the Arts, Columbus (2020); Camden Arts Centre, Londra (2018); Kunsthalle Basel, Basilea (2017); Whitney Museum of American Art, New York (2009); e The Power Plant, Toronto (2008). Le opere di Benning sono state incluse nella 7° Biennale di Gwangju (2008); nella Whitney Biennial, New York (1993, 2000); e nella Biennale di Venezia (1993). I suoi video sono stati proiettati in rinomati festival cinematografici, tra cui il Rotterdam International Film Festival (1998), lo Yamagata International Documentary Film Festival, Tokyo (1995), il Sundance Film Festival, Park City (1992) e il Festival Internazionale del Cinema di Berlino (1992). I lavori di Sadie Benning sono stati inclusi in mostre collettive e proiezioni presso istituzioni come: MoMA, New York (2019, 1991); Pinakothek der Moderne, Monaco (2018); New Museum, New York (2017) e Centre Pompidou, Parigi (2016). Le opere di Benning sono presenti in numerose collezioni pubbliche, tra cui: MoMA, New York; Centre Pompidou, Parigi; Whitney Museum of American Art, New York; Museum of Contemporary Art, Los Angeles; Hammer Museum, Los Angeles; Fogg Art Museum, Cambridge; Walker Art Center, Minneapolis; e Anderson Collection, Stanford.