Stefano Tedeschi – Il caso e la necessità
Da Raymond Roussel a Jacques Monod l’ispirazione letteraria di Tedeschi si regge sul paradosso apparente del caos che costruisce ordinatamente per la sua subordinazione alla forma. Una sorprendente conciliazione di opposti.
Comunicato stampa
Tedeschi espone in questa mostra una selezione di suoi lavori che coincide con la maturazione di un percorso intellettuale. Nei primi anni della sua attività il fumetto si pone come momento di incubazione di uno spirito creativo, che trova compimento nel caos disciplinato delle illustrazioni degli ultimi anni. Le origini di questo processo di elaborazione ed evoluzione dell’immagine vanno ricercate nella letteratura. Lo studio di Raymond Roussel e la lettura dell’opera Il caso e la necessità di Jacques Monod, che dà il nome all’antologia presentata, diventano le fondamenta su cui poggia tutta l’ispirazione dell’illustratore. Nelle sue creazioni si genera un paradosso solo apparente: il caso non produce disordine ma organizza meticolosamente la trama del segno. Non è il caos, infatti, a governare le tavole, ma la sua subordinazione alla necessaria presenza di una struttura, che Tedeschi individua in complessi congegni meccanici riconducibili a forme biomorfe. La ripetizione del modulo meccanico con cui egli dà vita alle sue immagini è lo stesso meccanismo con cui si genera la natura in un costante processo evolutivo. Il caos è organizzato, come ogni altra cosa reale, e i segni automatici di Stefano si moltiplicano istintivamente e involontariamente per ricongiungersi nella forma.