Federico Ferrarini – Tempo attratto

Informazioni Evento

Luogo
CITTADELLA DEGLI ARCHIVI
via Ferdinando Gregorovius 15, 20162 , Milano, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
31/03/2025

ore 18,30

Artisti
Federico Ferrarini
Generi
personale, arte contemporanea

Mostra personale.

Comunicato stampa

La Cittadella degli Archivi di Milano ospita dal 1° aprile al 1° giugno 2025 la mostra personale di Federico Ferrarini TEMPO ATTRATTO – TEMPERATURA EMOTIVA, ideata e organizzata dall’associazione culturale Isorropia Homegallery e da Galleria Ferrero Arte Contemporanea. Il progetto espositivo rientra nella manifestazione “I MARMI DELLA SCALA” organizzata da La Cittadella degli Archivi di Milano, in occasione della Milano Art Week, ed è in collaborazione con il Politecnico di Milano che ha curato una sezione della mostra dedicata al restauro del Teatro alla Scala dell’architetto svizzero Mario Botta.

In mostra una dozzina di opere, tra sculture di grande dimensione e pitture, di Federico Ferrarini, artista contemporaneo noto per la sua esplorazione delle convergenze tra umano e cosmico, naturale e tecnologico. La sua ricerca, avviata nei primi anni 2000, si caratterizza per un approccio multidisciplinare che fonde scultura, pittura e installazione, indagando l’essenza profonda della materia attraverso l’uso di pigmenti puri, marmi e onici. Il rapporto spazio-tempo rimane il fulcro della sua poetica: i monoliti, le fenditure e le superfici scolpite o dipinte non sono semplici rappresentazioni, ma mappe temporali in cui il passato, il presente e il futuro collidono. Ogni opera è un campo di forze, una pressione che lascia cicatrici nella materia, un’interferenza che lacera la percezione. Attualmente, Ferrarini è impegnato nel progetto Heart of Earth, che lo vede scolpire direttamente nel cuore della montagna. In questo contesto, il rapporto con i Maestri di cava diventa fondamentale per un’indagine sulla pietra come memoria geologica. Per l’artista Il marmo non è superficie, ma una tensione compressa, un campo di battaglia in cui lo spazio viene inciso, spaccato, eroso fino a trasformarsi in memoria.