Improvvisazione teatrale in Italia. Cos’è, la storia, quanto è diffusa

Nulla di amatoriale né “facile”: l’improvvisazione teatrale richiede studio e preparazione, oltre a un’immaginazione vivace e alla capacità di ascoltare il pubblico. Una forma teatrale coinvolgente ed emozionante, come testimoniano le molte scuole ma anche il perdurante successo dei match d’improvvisazione

L’improvvisazione teatrale è una forma spettacolare antichissima ma viene specificatamente definita soltanto nella seconda metà del secolo scorso, nel Nord America. Da qui si diffonde anche nel vecchio continente, trovando in Italia – culla, nel Cinquecento, della “commedia all’improvviso” – un terreno particolarmente ricettivo e ospitale. Nel nostro paese, infatti, viene presto fondata una Lega che unisce insegnanti e attori e che, oltre a corsi ed eventi, organizza partecipatissimi “match” d’improvvisazione. Una realtà sotterranea e spesso poco conosciuta dagli stessi operatori teatrali eppure forte di un folto e appassionato seguito, composto tanto dai performer quanto dal pubblico.

Che cos’è l’improvvisazione teatrale

L’espressione “improvvisazione teatrale” rimanda a una particolare forma di teatro caratterizzata dall’assenza di un copione e performata da artisti che sono allo stesso tempo attori, autori e registi di quanto mettono in scena. La perizia tecnica è posta al servizio dello stimolo creativo – del tutto estemporaneo – che è all’origine dell’improvvisazione: partendo dall’interazione diretta con il pubblico o attingendo a bigliettini precedentemente preparati dagli stessi spettatori, il performer deve “improvvisare” in pochissimo tempo un evento scenico che riesca a divertire e a emozionare gli astanti. 

La storia dell’improvvisazione teatrale

Pur avendo radici nell’antica Grecia e nella Commedia dell’Arte, l’improvvisazione teatrale è diventata una disciplina formalizzata soltanto nella seconda metà del Novecento negli Stati Uniti e in Canada, grazie a figure quali Viola Spolin – che sviluppò tecniche di improvvisazione utilizzate inizialmente per l’educazione teatrale, e successivamente per la creazione di spettacoli interamente improvvisati – ma anche il regista e drammaturgo Keith Johnstone; l’attore, drammaturgo, regista e insegnante Robert Gravel; e l’attore Del Close
L’improvvisazione teatrale si è rivelata subito una forma spettacolare capace di esercitare un certo fascino sul pubblico, eccitato tanto per la possibilità di assistere “in diretta” alla nascita dell’evento artistico quanto per la consapevolezza di vivere un’esperienza effettivamente unica e irripetibile. Ma questa forma di teatro viene utilizzata anche in contesti e a fini non di intrattenimento, per esempio nelle aziende come nelle scuole con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo di competente quali la comunicazione oppure il problem solving. 

L’improvvisazione teatrale in Italia

L’improvvisazione teatrale si radica ufficialmente nel nostro paese nel 1988, quando a Firenze nasce la LIIT (Lega Italiana Improvvisazione Teatrale), fondata da Francesco Burroni, Fiamma Negri, Daniela Morozzi e Bruno Cortini.  Nel 1991 questa forma di teatro arriva a Milano, con il primo spettacolo della LIIT al Caffé Teatro Nobel. La Lega, infatti, porta l’improvvisazione – eventi e corsi di formazione – in varie città dell’Italia centro-settentrionale, favorendo così progressivamente la nascita di professionisti che, a loro volta, danno vita a realtà creative e formative. È il caso di Mari Rinaldi e Andy Ferrari che, dopo quattro anni di corsi con gli insegnanti della LIIT, nel 1999 creano Teatribù, scuola e compagnia d’improvvisazione teatrale milanese che nel febbraio scorso ha festeggiato il suo primo quarto di secolo. Nel 2005, sempre a Milano, apre il Teatro del Vigentino, originale e poliedrico spazio artistico dove la direttrice Isabella Cremonesi – insegnante di improvvisazione teatrale fin dal 1996 – organizza e tiene corsi e laboratori – questi ultimi particolarmente curiosi, da Chapeau – un delitto all’improvviso in scena con un giallo improvvisato sotto lo sguardo di Agatha Christie; a La bellezza dei cretini – giochiamo con la nostra follia

Scuole e realtà di improvvisazione teatrale

A Firenze, oltre alla LIIT, è assai attiva PossodopoPosso, che propone corsi di improvvisazione teatrale per adulti e ragazzi con lo scopo di creare una comunità di persone amanti del teatro estemporaneo e creativo, con il desiderio profondo di divertirsi, mettersi in gioco e stare con gli altri. Finalità condivise dalle innumerevoli compagnie che gestiscono spazi, organizzano eventi e tengono corsi in Italia, con una maggiore densità nelle regioni del centro-nord – oltre alla succitata Milano, Torino, Verona, Bologna – ma anche Napoli. Molte di queste realtà sono affiliate in qualità di soci all’Associazione Professionale – statuto acquisito nel 2018 – Improteatro, nata allo scopo di promuovere e diffondere l’arte dell’improvvisazione teatrale su tutto il territorio nazionale.  
Non mancano, infine, le variazioni sul tema “improvvisazione teatrale”: a Torino, per esempio, Silvia Laniado e Flavia Chiacchella di Circo Madera hanno inventato il Comicoro: un coro comico specializzato nell’improvvisazione teatral-musicale che utilizza quale unico strumento la voce, sperimentandone le infinite possibilità espressive. 

Il Match d’improvvisazione teatrale

Nel 1977 due attori canadesi appassionati anche di hockey su ghiaccio, il succitato Robert Gravel e Yvon Leduc, inventarono una nuova forma di spettacolo, che combinava le loro due passioni, il teatro e lo sport. Nacque così il Match d’improvvisazione teatrale: scenografia e costumi rimandano esplicitamente all’hockey; durata di novanta muniti, divisi in due tempi, come una vera partita; due squadre di attori che si fronteggiano e un arbitro che spiega al pubblico le regole del match e ne governa il corretto svolgimento. A decretare il risultato del match è, però, il pubblico, chiamato col proprio voto a stabilire i vincitori dei singoli round (modalità di svolgimento e regolamento completo qui).  Nel 1989 Francesco Burroni ha introdotto il Match d’improvvisazione teatrale anche in Italia e nel 1990 ha organizzato a Firenze il primo Campionato nazionale di Match d’improvvisazione teatrale, riscuotendo ampio successo. Un favore di cui questo genere di gara gode tuttora, anche per il ruolo attivo attribuito al pubblico che, oltre a votare, è spesso chiamato a suggerire le ambientazioni o i temi delle sfide improvvisative. 

Laura Bevione

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Laura Bevione

Laura Bevione

Laura Bevione è dottore di ricerca in Storia dello Spettacolo. Insegnante di Lettere e giornalista pubblicista, è da molti anni critico teatrale. Ha progettato e condotto incontri di formazione teatrale rivolti al pubblico. Ha curato il volume “Una storia. Dal…

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